Rio Saliceto: laici protagonisti nell’animazione della pastorale

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Mercoledì 31 maggio e domenica 4 giugno il Vescovo visita le due comunità parrocchiali guidate da don Carlo Castellini

Un gradito ritorno

Si recò per la prima volta ufficialmente a Rio Saliceto il primo giugno di tre anni fa esatti, monsignor Camisasca. L’occasione era la riapertura della chiesa parrocchiale intitolata a San Giorgio Martire, che tornava ad originario splendore dopo la conclusione dei restauri, a due anni esatti dal terremoto che colpì, con particolare intensità, questa ed altre vicine zone della bassa reggiana. Anche allora, ad accogliere il vescovo Massimo c’era don Carlo Castellini. Oggi la motivazione del rinnovato passaggio del Vescovo fra queste comunità è la Visita pastorale, che copre un arco temporale di due giorni, mercoledì 31 maggio e domenica 4 giugno. è dal 1988 che le due parrocchie di Rio Saliceto e Ca’ de’ Frati – poco più di seimilacento anime complessivamente, entrambe parte dello stesso territorio comunale – sono poste sotto la guida di un unico pastore. In anni più recenti è stata costituita l’unità pastorale, ribattezzata nel frattempo col nome di “Emmaus”. “La realtà nella quale sono mandato a operare”, spiega don Carlo, parroco dal 2009, “si caratterizza anzitutto per una storia di ateismo diffuso, con una stima di oltre il 70% di persone che non entrano mai in chiesa. Con la differenza, guardando agli ultimi anni, che questa lontananza dalla comunità credente non ha più i connotati dell’avversione militante, ideologica: oggi si è tramutata in un vasto atteggiamento di sostanziale disinteresse, quello che definiremmo ateismo pratico. Più in generale”, aggiunge, quasi a voler riassumere per sommi capi, “potremmo dire che l’approccio alla fede dei riesi non ha vie di mezzo: chi crede, è davvero molto convinto, chi non è credente non lo è per niente”.

Leggi il testo integrale dell’articolo di Matteo Gelmini su La Libertà del 3 giugno

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