Rubiera: le Messe di Quartiere riavvicinano parroco e famiglie

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L’esperienza raccontata da don Carlo Sacchetti

“Il bene più grande che posso fare all’altro non è tanto dargli la ricchezza, quanto rivelargli la sua” (Luis Lavelle).
è la citazione scelta dal parroco dell’unità pastorale di Rubiera don Carlo Sacchetti e insieme il suo augurio affinché diventi uno stile che animi ogni scelta cristiana. La troviamo riportata sul ricordino raffigurante Il Redentore (Mantegna) per la benedizione annuale alle famiglie, che quest’anno viene consegnato durante le celebrazioni delle sante Messe di Quartiere, con la bottiglietta dell’acqua benedetta.

Don Carlo, come avviene la benedizione in famiglia?
Radunata la famiglia intorno alla mensa, viene letto il brano del Vangelo di Luca a voce alta (Lc 19). Uno dei genitori o dei familiari, con un ramoscello d’ulivo, porge l’acqua benedetta e ciascuno si fa il segno della croce.

Quest’anno è partita per la prima volta l’iniziativa delle sante Messe di Quartiere, tra l’altro già sperimentata quand’era parroco a Campagnola. Può spiegarcene le motivazioni e le intenzioni?
Una delle cose che mi manca di più come parroco, come ho scritto nel foglietto illustrativo, è la ricchezza dell’incontro con i parrocchiani. Gli anni e l’esperienza mi hanno insegnato che ogni persona è “un mondo” ricco di storia, di sogni, di desideri. Certo, ogni uomo porta con sé anche le sue fragilità ed errori, ma questo non mi impedirà di cercare ciò che in ogni fratello mi parla del bello, del vero e del buono.

Leggi tutto l’articolo di Mary Pagani su La Libertà del 27 maggio

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Pubblicato in Articoli, Vita diocesana