«Terra dei Fuochi»: al Sacro Cuore venerdì sera parla mamma Marzia

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In vista degli incontri sui problemi della “terra dei fuochi” che si tengono a Reggio venerdì 26 maggio (alle 18 alla Biblioteca San Pellegrino, alle 21 al Sacro Cuore, si veda la locandina) pubblichiamo un contributo di riflessione. Ci arriva da Rossella, che assieme a un gruppo di amici delle Case della Carità è stata nella “terra dei fuochi”.

Vite «bruciate»
Nel quartiere del Parco Verde di Caivano incontriamo Enzo, don Maurizio Patriciello e Marzia. Ci consegnano una testimonianza sul dramma della cosiddetta “terra dei fuochi”, cioè una zona situata in Campania tra Caserta e Napoli dove da decenni la terra è imbottita di rifiuti e vengono appiccati fuochi per bruciare cumuli di rifiuti impropriamente smaltiti. Conosciamo Enzo che, oltre ad avere un lavoro e una famiglia, scrupolosamente ogni giorno gira nella campagna monitorando i luoghi sensibili ai roghi; denuncia e testimonia visitando anche altre comunità in giro per l’Italia. Ci porta sul luogo di uno di questi roghi, dove si vedono montagnole nere: sono l’ultimo residuo rimasto dall’incendio di tonnellate di rifiuti, in più riprese. Il residuo si sedimenta e con la pioggia le sostanze altamente inquinanti rimaste in questo fondo scendono nel terreno.
Ma anche l’aria è inquinata. L’odore è terribile; non è una puzza sana, ma di quelle di cui anche il tuo corpo avverte la malignità.

Continua a leggere il testo integrale dell’articolo su La Libertà del 27 maggio

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