Giovani «Scultori di Speranza»

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Da Neet a Net: sabato 27 maggio convegno Anspi al Museo diocesano

“Da Neet a Net… Scultori di Speranza – storie di giovani protagonisti del loro futuro, raccontate a regola d’arte!” è il titolo del convegno finale del progetto nazionale Anspi “Neetnet Ne(e)tworking Generation”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali; un percorso durato un anno in cui giovani si sono attivati dalla condizione di “Neet” (non più studenti, non ancora lavoratori) per affrontare percorsi formativi e diventare formatori, dirigenti e artigiani. L’evento si svolge sabato 27 maggio dalle 9.30 alle 16 presso il Museo diocesano di Reggio Emilia.
Il titolo rimanda all’attività dello scultore che, nel suo scolpire la materia grezza, riesce a far emergere l’identità, i talenti e le potenzialità dei giovani, nascoste da incertezze e paure.
Questo convegno ci offre la possibilità, grazie alla presenza di alcuni esperti, di riflettere sulla condizione dei giovani neet in Italia, con particolare focus su coloro che sono riusciti a superare la fase di inattività, costruendosi una rete e una prospettiva di futuro e di vita.
5 storie di giovani neet diventati netraccontate a regola d’arte. 5 percorsi artistici per scoprire come siano diventati modelli di speranza. 5 giovani che dalla condizione di in-occupazione hanno creato una rete di contatti e di lavoro. Attraverso la musica, il teatro, la pittura, la scultura e l’architettura, sarà possibile scoprire come sono diventati protagonisti del loro futuro.
Per presentare il convegno, pubblichiamo l’articolo scritto per La Libertà da Chiara Franco, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del Lavoro.

Il quadro della realtà giovanile in merito alla dimensione lavorativa è alquanto variegato e complesso. Si può partire dal fatto che il lavoro è una dimensione umana e sociale ambivalente: da una parte l’attività lavorativa è ciò che permette prima di tutto all’uomo di affrancarsi da una situazione di dipendenza dagli altri. è quindi necessario e importante, e rappresenta, se vogliamo analizzarlo dal punto di vista biblico, la nostra personale partecipazione all’azione creativa di Dio. Dall’altro, nella nostra società sempre più complessa, il lavoro è diventato fonte di preoccupazione crescente, sia per chi non lo ha e lo sta cercando, sia per chi lo ha ma lo vive senza un orizzonte di senso.
Per cui viviamo una sensazione di ambivalenza: da una parte sentiamo il lavoro come necessario per definire la nostra identità, per saper rispondere alla domanda “cosa fai nella vita?”, ma dall’altra sentiamo che questa identità che il lavoro ci dà non è abbastanza, non è sufficiente per definire realmente chi siamo.

All’interno di questo quadro, come si collocano i NEET? La realtà di questa generazione non riguarda solo l’Italia ma è un fenomeno che interessa sia Paesi europei che extra-europei, avviandosi a essere un fenomeno sempre più pervasivo; nel nostro Paese è rappresentato da una quota piuttosto rilevante, circa 2 milioni di giovani. Inoltre, a causa della recente crisi economica, questo fenomeno è in crescita e sembra diventare persistente nel tempo.

Leggi l’articolo completo di Chiara Franco su La Libertà del 20 maggio

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