Reggiolo: omaggio alla scultura di Emile Gilioli nel 40° di morte

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Reggiolo ha reso omaggio allo scultore Emile Gilioli (1911-1977) a 40 anni dalla morte. Nelle giornate di sabato 29 e domenica 30 aprile una delegazione di circa 30 reggiolesi guidati dal sindaco Roberto Angeli e da alcuni rappresentanti dell’Amministrazione comunale e della Pro Loco si è recata in pullman a Grenoble, la città francese dove lo scultore nel 1941 presentò la sua prima personale alla “Galerie Lafarge” e dove rimase fino al 1945. Figlio di una famiglia italiana emigrata a Parigi, Emile Gilioli nacque nella capitale francese ma all’età di 3 anni, con lo scoppio della prima guerra mondiale, si trasferì dai nonni a Reggiolo dove apprese il mestiere di fabbro. Nel 1928 si trasferì a Nizza lavorando presso un artigiano scultore e nel 1930 entrò con una borsa di studio alla Scuola di Belle Arti di Parigi; seguì i corsi serali presso la Scuola di Arti Decorative entrando nell’atelier dello scultore Jean Bouché. Durante il secondo conflitto mondiale venne arruolato come alpino nella regione di Grenoble, dove ebbe occasione di incontrare Andry Farcy, conservatore del Museo della città, che lo introdusse nel mondo dell’arte e gli fece conoscere il cubismo.

Partecipò al “Salon des Tuileries” di Parigi e nel 1941 la sua prima personale venne presentata alla “Galerie Lafarge” di Grenoble, eseguendo diversi memoriali di guerra come “Le Mémorial” di Voreppe (1946) e “Le Monument des Déportés de Grenoble” (1950) insieme a figure per chiese della zona.

Leggi il testo completo dell’articolo di Francesco Fava su La Libertà del 13 maggio

Emile-Gilioli

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