Ricordo di Franca Baldi Ferretti

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La nascita al cielo di Franca Baldi Ferretti è avvenuta nel giorno in cui si ricorda il primo miracolo della Vergine della Ghiara, a cui Franca era legata da una speciale devozione. Nel suo continuo interesse per la scuola e per la cultura – era, tra l’altro, da molti anni socia della Deputazione di Storia Patria nella sezione di Reggio Emilia offrendo spesso preziosi suggerimenti e contributi di idee – non era quindi mancato un suo studio, l’ultimo, dedicato proprio alla Ghiara, dal titolo “La vocazione di un luogo”, inserito nella raccolta degli Atti delconvegno“Reggio 1313.

L’insediamento dei Servi di Maria. Aspetti cultuali nel contesto urbano”, da lei fortemente voluto, organizzato dalla Deputazione e pubblicato, con altri contributi, dalla Società Reggiana di Studi Storici in collaborazione con la stessa Deputazione. Come era abitudine di Franca, anche questo suo lavoro è stata un’occasione per dialogare con il nostro tempo partendo dalle epoche più lontane, presentando alla città una proposta che abbracciasse più discipline e che fosse un viaggio che mostrasse la stratificazione storica avvenuta, nel tempo, della zona dove sorge la Basilica della Ghiara e, insieme, anche lo specchio di una sentita devozione cittadina, un percorso di scoperta e rivalutazione attraverso la “bellezza” e il senso di un luogo, il cui respiro va ascoltato e rispettato, assorbendone l’atmosfera e lasciando – come dicevaFranca – che sia il luogo stesso a suggerire la sua storia.

Franca-Baldi-Ferretti

E forse veramente fra tutte le pagine degli Atti, ugualmente ricche di memoria, il senso più vero è venuto proprio dal contributo di Franca, che ha scritto righe sgorgate dall’intimo, come una preghiera, raccontando che ciò che appare, che è accaduto in questa parte di Reggio potrebbe essere davvero il frutto di un disegno divino.

E il titolo del suo studio “La vocazione di un luogo” permea in realtà l’intero volume, vocazione di un luogo che l’autrice voleva fosse riconosciuta tale anche dai lettori e che spiega il punto di vista e il procedere del lavoro di Franca, genesi insieme di natura, storia e di una compenetrazione con il tempo, cogliendo un’eredità dei culti più antichi che avrebbe ritrovato la sua espressione privilegiata nella nuova dimensione di religiosità cristiana. Tra tutto ciò che nelle pagine viene evocato, l’acqua (dall’antico alveo del Crostolo con ogni probabilità corso Garibaldi deriva la sua morfologia) assume fondamentale importanza, come elemento di fecondità, dal potere vitale, forza purificatrice, nel cui continuo movimento non c’è dunque nulla di effimero.

Il contributo di Franca è dimostrazione che quando le parole scritte non sono più solo specchio di cultura, ma anche coinvolgimento emotivo e particolare sensibilità, allora si arricchiscono di ulteriori filtri ed è per questo che il pensiero dell’autrice appare sotto una luce nuova e completa.

Questo allora è anche ciò che Franca Baldi Ferretti ci lascia come messaggio e nel cuore: che una città, quindi anche la nostra, non deve perdere mai la memoria e l’identità dei suoi luoghi e che conoscere una città vuole dire sentirla, ascoltare il ritmo interiore di ogni sua singola parte.

 

Aurelia Fresta

Consigliere-Segretario della Deputazione di Storia Patria

Sezione di Reggio Emilia

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura