Com’è povera Reggio senza Maria!

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C’è una porta che ogni giorno ci mette in comunicazione con l’amore infinito di Dio, una porta attraverso la quale tanti reggiani, nel corso dei secoli, hanno ricevuto dal Signore della vita grazia e misericordia, che – come ci ha ricordato il Vescovo nel secondo testo che ha pubblicato, il Giovedì santo, per invitarci al pellegrinaggio diocesano la sera di sabato 13 maggio – costituiscono la PRIMAPAGINA_LaLibertà_20170506sintesi del messaggio di Fatima.
Quella porta, evidentemente, è Maria, al cui Cuore Immacolato la nostra terra e tutta la Diocesi, per atto solenne del suo pastore, si appresta a rinnovare la sua consacrazione, nel centenario delle apparizioni in Portogallo.
Proprio all’immagine della porta si è rifatto monsignor Camisasca sabato 29 aprile, nella festa dedicata alla nostra patrona, la Madonna della Ghiara, premettendo alcune appassionate parole a braccio al discorso preparato per questa celebrazione (l’omelia è a pagina 2). Il vescovo Massimo ha citato un testo del Seicento in cui Reggio viene detta fortunata per il dono dell’immagine miracolosa della Ghiara, e fortunata per i miracoli che tale icona ha ottenuto, ottiene ed otterrà.
“Come sei fortunata Reggio – ha aggiunto – perché Maria è la porta attraverso cui più facilmente arrivano a Dio le nostre preghiere, domande, necessità. È la porta attraverso cui da Dio arrivano più facilmente a noi le grazie di cui abbiamo bisogno. Maria è la madre che possiamo invocare in ogni situazione, in ogni luogo, in ogni occasione e non ci abbandona”.
Poi la nota dolente: quella porta viene spesso dimenticata, dai reggiani del terzo millennio.

Leggi tutto l’editoriale di Edoardo Tincani su La Libertà del 6 maggio

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