Solennità della B.V. della Ghiara

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Sabato 29 aprile 2017  si festeggia la Solennità della B.V. della Ghiara, Patrona della città di Reggio Emilia e della Diocesi            

PROGRAMMA:                                                              

ore 6,00 canto dell’Ufficio delle Letture e delle Lodi con le Case della Carità

ore  7,15    e   ore  9,00     S. Messa

ore 11,00   Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da Sua Ecc. Mons.  MASSIMO CAMISASCA Vescovo di Reggio Emilia – Guastalla. Anima il canto il Coro della B.V. della Ghiara diretto da Paola Tognetti

ore 16,00 Visita guidata al MUSEO DELLA GHIARA (Corso Garibaldi, 44)

 

Da La Libertà del 29 aprile 2017

La solennità della Beata Vergine della Ghiara, celebrata il 29 aprile nell’anniversario del primo miracolo, quest’anno ha un richiamo particolare. Il vescovo Massimo, nella lettera datata 13festa-ghiara marzo, l’ha indicata come occasione propizia per prepararci alla Consacrazione della diocesi e della nostra terra al Cuore Immacolato di Maria la sera del 13 maggio, centenario della prima apparizione della Madonna a Fatima. In una seconda lettera, diffusa al termine della Messa Crismale del Giovedì santo, il 13 aprile, il Vescovo ha ampiamente illustrato il significato di questa Consacrazione che sarà fatta al termine del pellegrinaggio dal sagrato della Basilica della Ghiara a piazza del Duomo davanti all’immagine della Madonna dorata che dal tiburio della Cattedrale veglia sulla città.

Proprio la riflessione del vescovo Massimo sul nostro coinvolgimento con i fatti del passato, ci ha suggerito alcune considerazioni. Certamente la miracolosa guarigione del sordomuto Marchino e le apparizioni ai tre pastorelli Fatima sono di per sé eventi prodigiosi molto diversi, lontani nel tempo e nel luogo in cui sono avvenuti, tuttavia possiamo trovare alcuni punti di confronto nei protagonisti sui quali si è riversata la materna benevolenza della Vergine, Regina di Reggio e Signora di Fatima.

Il primo aspetto che li accumuna è quello della giovane età e dell’umile condizione sociale. Marchino, quando fu miracolato, aveva circa quindici anni, era nato sordomuto e con solo un moncherino di lingua, era orfano fin da bambino a Castelnovo Monti, dove accudiva al bestiame dei signori del luogo, prima di essere adottato dai coniugi Sebastiano e Caterina che erano macellai in piazza San Prospero a Reggio. Anche i cuginetti Lucia, Francesco e Giacinta, quando videro la bella Signora erano bambini rispettivamente di dieci, nove e sette anni, che erano soliti portare le loro pecore al pascolo alla Cova da Iria.
A Reggio Emilia e a Fatima c’è stata la conferma di quanto leggiamo in tutta la storia della salvezza: Dio sceglie e innalza gli umili. Così ha proclamato Maria (cf. Lc 1,52), la giovane ragazza di Nazaret, una località poco stimata nella storia di Israele (cf. Gv 1,46). Sullo stesso piano si pone Gesù, figlio del carpentiere e profeta disprezzato in patria (cf. Mt 13,55-57), che ha detto: “Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11,25).

Un secondo fatto che si riscontra a Reggio e a Fatima è il contesto di preghiera in cui sono avvenuti i prodigi. Marchino era tornato da un pellegrinaggio al Santuario di Loreto con la madre Caterina e da tre sere veniva a pregare davanti all’immagine della Madonna al Canton dei Servi. Dalla sua bocca, con una lingua divenuta normale, uscì la triplice invocazione dei nomi di Gesù e di Maria. Fu come un piccolo Rosario.
Proprio il Rosario è la preghiera raccomandata dalla Madonna ai tre pastorelli che, al momento dell’apparizione del 13 maggio, l’avevano appena recitato e custodivano il gregge dopo aver partecipato alla Messa festiva in parrocchia.

Il terzo elemento comune è stato il sollecito riconoscimento dei prodigi da parte delle autorità ecclesiastiche. Da documenti sicuri e contemporanei, datati maggio-luglio 1956, conosciamo il processo canonico indetto dal vescovo Claudio Rangone, l’interrogatorio di Marchino da parte di fra Agapito Cortereggio inquisitore a Parma, la risposta positiva di papa Clemente VIII sul culto dell’immagine miracolosa. Anche le apparizioni della Madonna a Fatima, dopo i necessari approfondimenti, sono state riconosciute dal vescovo di Leira e dai Romani Pontefici. Francesco sarà il quarto Papa che si recherà in pellegrinaggio a Fatima. Ancora oggi la nostra vita di credenti ha bisogno di questi tre punti importanti: la gratitudine verso Dio e la Vergine che scelgono gli umili e i piccoli, la preghiera fiduciosa e costante, la piena comunione con la Chiesa di Cristo (a fianco il programma della festa).

Anacleto Tommasi

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