“L’uomo che verrà”, in proiezione al Ruggeri

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Nell’ambito della programmazione della Festa della Liberazione, domenica 23 aprile alle ore 17.30, presso il Teatro Ruggero Ruggeri di Guastalla, sarà proiettato il film “L’uomo che verrà” di Giorgio Diritti. A seguire, conversazione con il regista.

 

IL FILM

regia di Giorgio Diritti

con Maya Sansa, Alba Rohrwacher, Claudio Casadio, Greta Zuccheri Montanari, Maria Grazia Nadi, Stefano Bicocchi, Eleonora Mazzoni, Orfeo Orlando, Diego Pagotto, Bernardo Bolognesi, Stefano Croci, Zoello Gilli, Timo Jacobs, Germano Maccioni, Raffaele Zabban, Francesco Modugno.

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Nell’inverno 1943-1944 sull’Appennino Emiliano, la piccola Martina, di otto anni, vive con i genitori e con la numerosa famiglia contadina, che fatica ogni giorno per sopravvivere. Dalla morte del fratello più piccolo Martina ha smesso di parlare e questo la rende oggetto di scherno da parte dei coetanei, tuttavia il suo sguardo sul mondo che la circonda è molto profondo.

La Seconda Guerra Mondiale arriva anche sulle sue colline ricoperte di neve, con la presenza sempre più invadente di Soldati Tedeschi e squadre di partigiani. Lena, la madre della bambina, resta nuovamente incinta e Martina segue con attenzione i nove mesi della gestazione, mentre le complesse vicende della guerra si intersecano con la quotidianità della vita contadina: il bucato, le ceste intrecciate nella stalla, la macellazione del maiale, gli amoreggiamenti dei giovani, la Prima Comunione.

Il fratellino di Martina nasce in casa, a fine settembre del 1944. Allo spuntar del giorno le SS, appoggiate da reparti di soldati dell’esercito, arrivano sulle colline bolognesi, mettendo in atto un feroce rastrellamento, che verrà ricordato come Strage di Marzabotto: vecchi, donne e bambini vengono trucidati, dopo esser stati raccolti nei cimiteri, nelle chiese e nei casolari. Martina, che era riuscita a fuggire, viene scoperta e rinchiusa nella piccola chiesa di Cerpiano insieme a decine di altre persone e, dopo avere chiuso le porte, attraverso le finestre i soldati lanciano all’interno delle granate che fanno strage. La bambina resta miracolosamente illesa e torna a casa, trovando solo stanze vuote e silenzio: prende la cesta con il fratellino, che aveva nascosto all’interno di un rifugio dentro il bosco prima di essere trovata, e si rifugia nella canonica di don Fornasini, uno dei parroci della zona, e, dopo che la strage si è compiuta, fa ritorno al casolare di famiglia, dove si prende cura del fratellino intonando per lui una ninna nanna, riacquistando l’uso della parola.

 

 

 

Per info:

Ufficio Cultura 0522 839756-7

p.tarana@comune.guastalla.re.it

f.tagliavini@comune.guastalla.re.it

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