Un documentario su don Enzo Boni Baldoni

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Giovedì 20 aprile, alle 20.30, sarà presentato e proiettato al Centro Cultura Multiplo di Cavriago “Fai del bene e buttalo ai pesci”, documentario di Alessandra Fontanesi e Andrea Mainardi su Don Enzo Boni Baldoni, Giusto fra le Nazioni. Interverranno Paolo Burani, sindaco di Cavriago, Alessandra Fontanesi di Istoreco, il regista Andrea Mainardi e Mirco Carrattieri, storico e membro del Comitato Scientifico dell’Istituto Cervi, che presenterà il progetto di “Luoghi della storia e della memoria del secondo Novecento”.

Si ricorda che Vincenzo Boni Baldoni nasce a Cavriago il 24 settembre del 1906 da una famiglia modesta. Rimane orfano di madre a dieci anni. Nella parrocchia di San Nicolò, in cui cresce, riveste grande importanza l’associazionismo cattolico. Il padre di Enzo sarà eletto consigliere comunale di Cavriago nel 1920 e nel 1923 per il Partito Popolare Italiano. Finite le elementari, Enzo entra in seminario e viene ordinato sacerdote nel 1931. Dopo una parentesi come canonico a Sassuolo, nel 1938 è parroco di Quara di Toano, sull’Appennino reggiano. Nel 1940 lascia tracce del suo foto-documentariocoraggio negli appunti per un’omelia, concludendo con l’auspicio che venga al più presto la “pace con giustizia”. Con l’8 settembre 1943 la situazione diventa drammatica: fino alla primavera del ‘44 tutti i paesi dell’Appennino sono presidiati dai fascisti e occupati dai nazisti tedeschi. Anche dopo la liberazione di ampie zone da parte dei partigiani, continuano la caccia agli ebrei e le violenze sui civili.

Don Enzo collabora con la resistenza ospitando renitenti, partigiani e molti fuggitivi. Fra loro anche la famiglia Modena, sfollata da Milano, composta dal padre Enzo, la mamma Ester Margonato e i figli Vittorio e Bruno. Don Enzo li aiuterà a più riprese durante quei terribili mesi di guerra così come sosterrà anche la famiglia Padoa di Reggio e Leone Padoa di Modena. Il prete di Cavriago agisce nel massimo riserbo e mantiene contatti solo con i massimi dirigenti del CLN e del Comando Unico della Montagna reggiana. Gli stessi partigiani della zona nutrono sospetti sui suoi rapporti con nazisti e fascisti. Alla Liberazione il ruolo del sacerdote sarà totalmente chiarito.

Nel 1955 il parroco riceve il riconoscimento della Comunità ebraica di Modena e Reggio per l’aiuto fornito agli ebrei perseguitati e un attestato dell’Unione delle Comunità Ebraiche d’Italia con le firme dei massimi esponenti della resistenza italiana. Il 2 dicembre 1945 don Enzo è nominato parroco di Villa San Bartolomeo, a pochi passi da Cavriago. Muore dopo lunga sofferenza per un male incurabile, il 13 maggio del 1972. Nel 2001 riceve la medaglia e l’attestato di “Giusto fra le Nazioni” alla memoria da parte dell’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme. E’ l’unico “Giusto fra le Nazioni” reggiano.

Per info: Centro Cultura Multiplo, via della Repubblica 23, Cavriago (RE), tel. 0522/373466; www.comune.cavriago.re.it/multiplo

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