Fede e preghiera nella nuova vita di Daniela

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Nella comunità di Scandiano le figure di accompagnamento ai sacramenti

Lei se lo sentiva di essere finalmente “pronta”. Che era arrivato il momento di compiere quel passo che attendeva di fare da anni. Ce l’aveva in animo. E stavolta, risoluta com’è, non s’è lasciata sfuggire l’opportunità di salire su quel treno che – inconsciamente, forse – da tanto desiderava prendere. Daniela Marziani, venticinquenne, di professione cuoca in un ristorante, circa un anno fa – “quasi istintivamente” – realizzò di voler intraprendere un percorso spirituale e di voler farsi battezzare. Si rivolse così alla sua parrocchia, Santa Teresa di Scandiano, i cui parroci, don Enrico Ghinolfi e don Paolo Crotti, prontamente le affiancarono due catechisti battesimali, gli sposi Giuliana e Roberto Ruini, figure di accompagnamento alla scoperta della ricchezza del patrimonio della fede cristiana.
Prima di approdare a questa scelta, per Daniela l’opzione religiosa era un fatto lontano, distante. Non c’era astio o avversione, semplicemente era qualcosa che non aveva a che fare con lei. Ma intanto iniziava a bussare al suo cuore quell’interrogativo sospeso sul senso più profondo della sua esistenza, come una domanda ancora inespressa. “I miei genitori non mi hanno mai ostacolata nella mia ricerca”, racconta. “Pur credenti entrambi, non praticano, pertanto, quand’ero piccola preferirono lasciare che fossi io, una volta cresciuta, a decidere eventualmente cosa fare al riguardo”.

Leggi tutto l’articolo di Matteo Gelmini su La Libertà del 15 aprile

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