Artigianato: ancora negativo il saldo delle imprese nel 2016

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Aumentano le realtà di maggiori dimensioni e più strutturate, ma il bilancio 2016 è ancora negativo per le imprese artigiane nella nostra provincia.
A fronte di un aumento del 5,6% delle società di capitale artigiane (che hanno così raggiunto le 1.067 unità), si è infatti registrata una flessione del 4% per le società di persone e, soprattutto, un Artigiani 2016calo dell’1,9% delle ditte individuali, che con 14.622 unità rappresentano i due terzi dell’intero comparto.
E’ questo uno dei dati più rilevanti tra quelli che emergono dall’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio sui dati del Registro delle imprese.
Complessivamente, dunque, per l’artigianato il 2016 si è chiuso ancora con il segno ‘meno’, riportando il numero delle imprese a prima del 2002. Ormai da nove anni, infatti, la provincia di Reggio Emilia registra una continua flessione nel numero di imprese artigiane, che all’inizio della crisi economica erano circa 22.600, mentre alla fine dello scorso anno sono scese a 19.228 unità dalle 19.599 del 2015 (-1,9%).
Al di là delle macrocifre sulla consistenza del settore, le analisi camerali evidenziano un processo di rimodulazione dell’universo artigiano che è tuttora in atto, dopo l’innesco legato alla crisi del 2008 e un calo della struttura imprenditoriale artigiana della provincia di Reggio Emilia che raggiunse l’apice nel 2009 con un -3,4%.
Nel 2016, la spinta a recuperare terreno (ma con esiti insufficienti, come si è detto) ha investito soprattutto alcuni settori dell’universo dei servizi, con 9 imprese artigiane in più (che hanno portato il totale a 553) nel noleggio, agenzie di viaggio, servizi alle imprese e servizi immobiliari. Il saldo positivo è legato in modo esclusivo alle attività di servizi per gli edifici e di cura e manutenzione del paesaggio, che in un anno sono cresciute di 10 unità raggiungendo le 420 imprese. Saldo positivo anche per le attività professionali, scientifiche e tecniche (+4,7%, trainato dalla crescita delle imprese di design industriale, tecnico e di moda) e i servizi di informazione e comunicazione, in particolare le attività di elaborazione dei dati, hosting e attività connesse. Fra i servizi rivolti alle persone, pur con numeri ancora contenuti, da sottolineare la crescita le attività di assistenza sociale non residenziale che in un anno sono passate da 3 a 12.
Nel corso del 2016 sono cresciute anche le attività di ristorazione che, con una variazione positiva dell’1,6%, hanno raggiunto le 562 unità, grazie soprattutto all’incremento delle attività di preparazione di cibi da asporto.
Sono ancora in sofferenza, invece, sia il settore edile che il manifatturiero. Le riduzioni più consistenti, infatti, interessano soprattutto i due settori più “forti”, in termini di numerosità di imprese dell’artigianato: le imprese delle costruzioni nel 2016 si sono ridotte di 274 unità, scendendo così a 9.433, mentre il manifatturiero, con una flessione dell’1,9%, è passato da 4.401 a 4.318 imprese. In calo anche le imprese artigiane che operano nel trasporti e magazzinaggio, che hanno registrato una contrazione del 4,2%, e nell’agricoltura -7%.

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