Cervarolo, passato e futuro

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Il 73° anniversario sull’aia dove nel 1944 i nazisti uccisero 24 persone

Si è svolta il 26 marzo l’annuale Commemorazione dei martiri di Cervarolo (foto 2; immagini della Croce Verde di Villa Minozzo), che ricorda l’eccidio di 24 persone, di età compresa tra i 17 e gli 82 anni, compiuto il 20 marzo del 1944 dai nazisti. Malgrado il sole, in quella domenica il freddo è pungente: c’è nell’aria quel gelo che entra nelle ossa, sinonimo di qualcosa di presente e non dimenticato. E così, nelle parole di don Giuseppe Gobetti (foto 3), la Memoria è viva e ritorna, ritornano quegli uomini, quei drammatici fatti, quel terribile giorno di primavera in cui la morte viaggiava in un’aia, un luogo dove, ricorda il sindaco di Villa Minozzo Luigi Fiocchi, “si svolgeva tutta la vita di un paese. E così, la gente veniva radunata nelle chiese – poi destinate a crollare sopra le persone – e nelle aie, come in questo caso a Cervarolo”.

Brevi e intense sono le parole pronunciate nell’omelia da don Gobetti, che ricorda come la Creazione sia opera di Dio, e come dal cuore delle Sue creature scaturiscano pensieri, a volte malvagi, che necessitano di chiarimenti “meglio se a quattr’occhi, per rendere più semplici le spiegazioni”.
Commosso il saluto del sindaco Fiocchi che, dopo un ringraziamento alle autorità presenti, descrive con rapide pennellate quel giorno e quelle terribili ore, mantenendo viva la Memoria, che è anche il tema toccato dal presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini che riesce sempre a tornare in questo piccolo paese dell’Appennino, per rendere il suo omaggio e a spiegare l’impegno profuso per tenere vivi i ricordi, costruendo ove possibile specifici percorsi.

Leggi tutto l’articolo di Chiara Guidarini su La Libertà dell’1 aprile 

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Pubblicato in Articoli, Società & Cultura