Abramo, padre delle religioni

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Terzo contributo sul dialogo interreligioso: i precedenti sono stati pubblicati sulle edizioni de La Libertà del 21 gennaio e del 18 febbraio 2017.

Parlare delle tre religioni abramitiche impone di conoscere il loro capostipite Abramo (Ibrahim) e la sua vicenda umana che, diversamente da ciò che molti credono, si svolse in epoca storica, circa 1.800 anni avanti Cristo. Certamente Dio aveva un disegno su di lui, ma molti si chiedono perché fu scelto proprio il capo di una tribù araba di pastori. L’Islam tenta di dare una risposta plausibile.
Al tempo di Abramo, presso le tribù arabe era praticata l’idolatria, con centinaia di divinità, di legno o di pietra, fatte da mani d’uomo. Abramo e Sara però credevano che fra di esse ve ne fosse una, superiore a tutte, che pregavano come il “Dio del Cielo e della Terra”.
Quando Dio parlò ad Abramo, qualificandosi come tale, egli ebbe la certezza della Sua esistenza e non ebbe esitazione ad obbedirGli e a trasferirsi, con tribù ed armenti, verso una terra a lui sconosciuta, fidandosi della Sua parola, lasciandosi guidare da Lui. In Siria molti raccontano del suo passaggio da Aleppo.

Qualcuno potrebbe chiedersi: come mai un itinerario così lungo, invece di attraversare il deserto? Vi sarebbe una spiegazione logica. I pastori sono nomadi per l’esigenza di cambiare un pascolo quando sfruttato. Per potersi muovere e vivere, la tribù ha bisogno di erba e di acqua, che certamente non avrebbero trovato se avessero attraversato l’arido deserto iracheno. Invece da Ur di Caldea avrebbero risalito l’erbosa riva fertile dell’Eufrate, fino al Nord della Siria, piegando poi ad Ovest, trovando pascolo ed acqua fino ad Aleppo. La parte orientale della Siria è arida e desertica, mentre quella occidentale è verdeggiante, ricca di alberi da frutto, pascoli ed acqua, con oasi e villaggi, fino alla Terra Promessa.

ABRAMO,-Padre-di-tutti-i-credenti

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