Alternanza scuola-lavoro in diocesi

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Anche parrocchie e enti ecclesiali concorrono alla formazione umana

La strategia “Europa 2020” pone lo sviluppo di conoscenze, capacità e competenze quale premessa per far crescere l’economia e l’occupazione nell’Unione, facilitare le transizioni tra le fasi lavorative e di apprendimento, promuovere la mobilità geografica e professionale.
La scuola italiana – in particolar modo gli Istituti superiori di secondo grado – è quindi invitata dall’Unione Europea a ripensare i propri percorsi formativi per trasmettere non solo conoscenze ma anche competenze considerate un ponte tra scuola e lavoro. In questo contesto sono iniziati nell’anno scolastico 2015-2016 i percorsi di alternanza scuola-lavoro (si veda il riquadro) con l’affermazione degli importanti principi di pari dignità dei luoghi di apprendimento in un orizzonte di formazione orizzontale e permanente teso a favorire le cosiddette “competenze trasversali”.

I passi in Diocesi
La Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna ha definito nel giugno 2016 un protocollo di intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna per favorire la diffusione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro anche all’interno di parrocchie, uffici di pastorale e enti ecclesiali. Tale protocollo negli ultimi mesi è stato recepito anche in diocesi dal tavolo di coordinamento promosso dal Servizio diocesano per la Pastorale Giovanile e dall’Ufficio Scuola del quale fanno parte anche Caritas, Centro diocesano Comunicazioni sociali, Ufficio diocesano Beni culturali, Pastorale Scolastica, Fism e FeDiSA.

Continua a leggere l’articolo di Emanuele Borghi su La Libertà del 18 marzo

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