Mamma e papà? Arbitrano

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È di qualche settimana fa la notizia che alcuni genitori, un po’ troppo scalmanati, abbiano esagerato nel tifare per la propria squadra rovinando il clima di festa che dovrebbe regnare in una partita di calcio. L’antefatto è accaduto nella bassa reggiana, durante la partita Esordienti 2004 tra Progetto Intesa e Saturno Calcio, un derby tra paesi limitrofi come ce ne sono tanti dappertutto. Alcuni genitori/tifosi della squadra ospite (la Saturno), se la sono presa con l’arbitro della partita che, come da regolamento, è un dirigente della squadra che gioca in casa.

Del resto si sa, come capita nel nostro paese, chi è in tribuna a guardare una partita capisce sempre di più dell’allenatore di turno ma soprattutto sa arbitrare una partita meglio di chiunque altro.

Dopo le scuse ufficiali e dopo un colloquio con questi genitori, la società sportiva Saturno ha pensato di cogliere l’occasione per “educare” i genitori stessi ad una cultura sportiva oltre che lanciare un messaggio ai ragazzi. In che modo?

Ai genitori è stato proposto di arbitrare le partite.

L’ingresso in campo agli ordini dell’arbitro papà (foto Gabriele Pignagnoli)

Così, tra lo stupore dei bimbi e l’imbarazzo di qualche adulto, la partita successiva, disputata in casa saturniana, è stata diretta da un papà. E la partita dopo, l’assistente all’arbitro è stata una mamma.

La finalità dell’iniziativa, sicuramente non una punizione, è quella di far prendere coscienza ai genitori di cosa significhi essere arbitro in una partita di calcio, soprattutto in una di tredicenni. Imparzialità, buon senso ma soprattutto buon esempio sono le qualità che devono contraddistinguere un direttore di gara, chiamato a prendere decisioni nel minor tempo possibile durante una partita. Così come la figura dell’allenatore e del dirigente, anche quella dell’arbitro è un riferimento per i ragazzi in campo: anzi, addirittura, il rispetto deve essere incondizionato dato che l’arbitro è l’unica autorità presente sul campo di gioco.

A volte sentendo certi commenti sulle tribune viene da chiedersi come certi papà, e sempre di più certe mamme, possano aiutare la crescita sportiva dei propri figli. Del resto il calcio urlato dei giornali che gridano allo scandalo o quello esasperato di molti stadi sono il risultato di quella cultura del risultato che è il nostro calcio, dai pulcini alla serie  A.

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Lo scambio di saluto dei giocatori sotto lo sguardo del neo “arbitro” (foto Gabriele Pignagnoli)

Troppo spesso si legge di partite sospese o interrotte per risse tra genitori in tribuna. E troppo spesso gli sforzi compiuti dalle Scuole Calcio nell’insegnare la cultura del rispetto per l’avversario, e del saper accettare la sconfitta, vengono vanificati da comportamenti che non hanno nulla a che vedere con lo sport.

La proposta della Us Saturno, peraltro accolta di buon grado dai genitori stessi, di far toccare con mano, a chi di solito sta fuori dal campo, cosa significhi arbitrare, vuole lanciare il messaggio che il sistema calcio ha bisogno di tutti per poter crescere e diffondere quei principi che poi sono alla base del vivere comune. Coinvolgere sempre di più i genitori ha come obiettivo quello di renderli partecipi dell’occasione di crescita personale che il mondo dello sport può offrire ai propri figli. Il messaggio diretto ai giovani calciatori è quello che a fronte di ogni decisione presa debba sempre essere il rispetto e l’educazione a farla da padrone.

Troppe volte si sentono contestazioni verso l’allenatore o verso le scelte del direttore di gara, soprattutto quando la squadra perde. La sconfitta troppo spesso diventa un “dramma” e una partita troppo spesso diventa una battaglia senza esclusione di colpi.

Questa iniziativa vuole sensibilizzare ragazzi e genitori a capire cosa ruota attorno ad una partita, che non ha nulla a che vedere con quella dei professionisti. Si tratta invece di  un’occasione per misurarsi contro altre squadre di coetanei all’insegna del gioco, del fair play e del rispetto e magari si eviterebbero certi drammi o certe scene… solo per una partita di calcio.

Per commentare la rubrica scrivi a matteo.daolio@laliberta.info

 

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