Soli Deo Gloria, musica capillare

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La tredicesima edizione, diretta da Renato Negri, presenta sul territorio ben 50 concerti ad ingresso gratuito, con la partecipazione di 130 artisti

Un ambiente suggestivo, come l’Oratorio della chiesa di San Filippo Neri, in città a Reggio, per presentare la tredicesima edizione della rassegna Soli Deo Gloria. Organi, Suoni e Voci della Città.
È la mattina di mercoledì 1 marzo e subito colpisce, nella cartella per la stampa, la presenza di due pieghevoli per illustrare tutti i concerti, oltre cinquanta, che da marzo a dicembre 2017 si articoleranno sul suolo reggiano, fino alla estrema periferia, e in alcuni comuni della provincia, coinvolgendo centotrenta artisti, tra i quali alcuni grandi interpreti di fama internazionale di origini italiane, ma provenienti anche da Stati Uniti, Romania, Moldavia e Germania, ensemble strumentali e corali, giovani talenti di collaudata esperienza oltre a numerose realtà corali del nostro territorio.
L’iniziativa è sempre più radicata, come sottolinea in apertura l’assessora alla Città Storica del Comune capoluogo, Natalia Maramotti, rammentando come l’alleanza pubblico-privato permetta di offrire tutti i concerti a ingresso gratuito, in luoghi nei quali la bellezza della musica si unisce a quella artistica e architettonica. Di “evento culturale di altissimo livello” parla il presidente della Fondazione Manodori, Gianni Borghi, rallegrandosi del fatto che l’Istituto Superiore di Studi Musicali di Reggio e Castelnovo Monti “Achille Peri – Claudio Merulo”, nel solco anche di Soli Deo Gloria, sostenga l’impegno e le qualità di tanti giovani.

Già, come ricorda il direttore artistico Renato Negri questa rassegna ha confermato che la musica sacra e per organo attira un buon numero di neofiti, oltre che di appassionati, provenienti anche da province diverse. Inoltre il pubblico, sempre più numeroso, ha l’occasione di riscoprire, attraverso l’ascolto, il patrimonio storico-culturale di Reggio Emilia: chiese di particolare bellezza come in città la Basilica della Ghiara o le chiese spesso di difficile accesso, quali San Giovanni Evangelista o quella dei Santi Girolamo e Vitale, e numerosi organi storici che meritano di essere valorizzati. E Negri ci tiene a ricordare che l’organo della chiesa di San Francesco da Paola, per esempio, è stato definito fra i più importanti d’Europa (Orgelführer Europa, ed. Bärenreiter).
La capillarità di Soli Deo Gloria, spiega Negri, risponde all’idea della musica come “pane” quotidiano, per tutti. I commenti più belli ai concerti sono quelli di chi dice di essersi sentito trasportato, grazie a note e voci, in un’altra dimensione.

Leggi il testo integrale dell’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà dell’11 marzo

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Pubblicato in Articoli, Società & Cultura