La missione in Albania

Stampa articolo Stampa articolo

La nostra Diocesi cammina al fianco della Chiesa albanese, nella Diocesi di Sapa, attraverso tre realtà: la Casa della Carità, i progetti di sviluppo di Reggio Terzo Mondo e la presenza di un sacerdote che assieme ad alcune laiche missionarie opera un servizio formativo e pastorale.
“Venite a parlarci di Dio” fu la richiesta fatta dalla gente alla nostra Diocesi, dopo anni di persecuzione e di duro regime che ha impedito ogni professione religiosa. Si collabora con la Caritas locale, che ha individuato nell’intera diocesi più di 100 famiglie povere e bisognose di beni alimentari di prima necessità. A favore di questo e altri progetti il Centro Missionario raccoglie contributi da singoli, famiglie o comunità parrocchiali al fine di non far mancare il sostegno alla missione.

Conoscendo
Nella cultura albanese la tradizione folcloristica ha una grande rilevanza. Il folclore musicale e quello letterario, così come la lingua albanese stessa, si possono dividere in due grandi aree: quella del nord Albania e quella del sud Albania, rispettivamente Gegeria (Ghegheria) al nord e Toskeria (Toscheria) al sud. In queste due grandi aree si parlano i due dialetti principali e, a seconda del luogo in cui ci si trova, si parlano i sottodialetti. Questo ha fatto sì che nei secoli si siano sviluppate anche diverse tradizioni folcloristiche, sia di tipo musico-coreografico che di tipo letterario.
In generale su tutto il territorio d’Albania nel corso dei secoli la musica e la coreografia hanno avuto e tuttora hanno un grande valore culturale, in quanto espressione di antiche tradizioni a cui il popolo tiene moltissimo e cerca di mantenere, far progredire ed arricchire. Solo verso la prima metà del XVIII secolo nacque e si consolidò la musica popolare cittadina. Le città più rappresentative in questo tipo di musica nuova furono per il nord Shkoder (Scutari) e per il sud Korça.
La musica ed i canti popolari cittadini prevedevano l’accompagnamento di un insieme di strumenti musicali; violino, chitarra, clarinetto, fisarmonica e la dajre (una sorta di piccolo tamburello a forma di vassoio e contornato di sonagli). La musica popolare cittadina è molto amata in tutto il Paese ed è un tipo di musica che tuttora viene coltivato.

Continua a leggere la testimonianza di Klara Shestani e leggi quella di Laura Mazza nella pagina Quaresima Missionaria su La Libertà del 4 marzo

Laura Mazza selfie con campiste sul lago di Laç

 

Pubblicato in Articoli, Slide, Vita diocesana