L’adorazione eucaristica come autentico fattore di unità pastorale

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Il Vescovo visita la realtà di San Martino in Rio che si prepara a ritrovare la chiesa principale (2 aprile) 

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La breve passeggiata per il centro di San Martino in Rio, in compagnia del parroco don Pietro Paterlini e del vicario don Andrea Volta, incomincia dal cuore pulsante dell’unità pastorale: non è nella canonica – dove Angelo, uno dei segretari, ha appena finito di ricaricare la batteria del pulmino, esaurita dalle luci lasciate accese (“Ah, i ragazzi…”) – né nella bella chiesa intitolata a San Martino Vescovo, che il 2 aprile verrà finalmente riaperta al culto in modo solenne.
No, è in un luogo piccolo ma “strategico”, di passaggio e al tempo stesso un po’ isolato, in una mini palazzina al cui primo piano abita la custode, Maria Campani, ministro straordinario della santa Comunione, e al pian terreno l’Ospite più importante: Gesù Eucarestia. Sorge qui infatti la Cappella “Sacramentum Caritatis” (dall’omonima Esortazione apostolica di Benedetto XVI), dove dal 30 giugno 2011 è iniziata l’adorazione eucaristica perpetua, opera comune sostenuta dai fedeli di tutta l’unità pastorale “Maria Regina della Famiglia”.

Parliamo di sei parrocchie, già dotate di un Consiglio pastorale unitario, dislocate dal punto di vista territoriale su due comuni: San Martino in Rio (capoluogo, 6.590 abitanti), Gazzata (675), Trignano (424), Stiolo (407), Prato di Correggio (1.444) e Lemizzone di Correggio (854). In totale dunque gli abitanti sono poco più di 10.000, tra i quali circa 800 immigrati, di cui il 36% originario dell’India.

La chiesa ritrovata
In queste terre il vescovo Massimo arriva in visita pastorale dal 3 al 5 marzo (si veda il programma). E qui tornerà fra un mese – come detto, domenica 2 aprile alle 10.30 – per presiedere la Messa con cui la comunità rientra nella chiesa principale, a distanza di quasi cinque anni da quel 29 maggio 2012 in cui il terremoto ghermì rovinosamente anche questo tempio. È un risultato che riempie di soddisfazione. In seguito, per festeggiare l’evento, ci saranno altre iniziative, in particolare il concerto dei giovani, in chiesa, il 6 maggio alle 21, e la presentazione nella Sala d’Aragona della Rocca Estense, il 19 maggio alle 21, del libro sulla rinata chiesa scritto da un parrocchiano illustre, l’architetto Mauro Severi, direttore dei lavori di restauro. Che guarda caso incontriamo in chiesa, alla fine del nostro tour, e inizia a inanellare notizie storiche a cui riserveremo una prossima puntata.

Continua a leggere tutto l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 4 marzo

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