Sabato 4 marzo lo spettacolo “Il cammino del perdono”

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Luigi Lo Cascio interpreta “Il Cammino del perdono”

Il noto attore a Reggio, nella Cripta del Duomo, sabato 4 marzo, alle ore 21, protagonista dello spettacolo dell’attore e regista Gabriele Parrillo. Sarà presente anche il Vescovo Massimo Camisasca

“Siamo saliti in collina per trovare l’ispirazione, per guardare dall’alto i nostri destini, per trovare nella natura e nei suoi silenzi, nei resti di antiche vestigia, i nostri passi e quelli dei nostri antenati. Così alla rupe del castello di Canossa (Re), nasceva il cammino del perdono, che conta fino ad ora tre edizioni ricche di ospiti provenienti e portatori di diverse culture e prospettive…Ora il cammino va in cammino e in valigia mette la musica che, come dice Shakespeare, è nutrimento dell’amore”. Gabriele Parrillo

Il cammino del perdono

IV EDIZIONE

Un percorso fisico e interiore in cui si fondono il teatro, la grande letteratura, la poesia, la danza, la musica, il canto e la spiritualità per superare le barriere del tempo e le distanze. Un itinerario in locandina nuovacui il vero protagonista è il camminatore-spettatore.

Un progetto di e con Gabriele Parrillo

Regia di Rosario Tronnolone

Danza e coreografia di Ambrose Laudani, con la partecipazione straordinaria di Hal Yamanouchi

Musiche eseguite dal vivo da Daniela Savoldi al violoncello

Voce solista Cristina Barbarossa

Testi di Shakespeare, Pascoli, Lorca, Kafka, Manzoni, Turoldo

 

Ingresso gratuito con prenotazione al 333.9119476

Con la straordinaria partecipazione di Luigi Lo Cascio e alla presenza del Vescovo Monsignor Massimo Camisasca

 

Il cammino del perdono, giunto alla sua quarta edizione, è uno spettacolo itinerante di parola-danza e musica. Una “convivialità delle differenze”, idea cara a don Tonino Bello, ispiratore di molti progetti teatrali dell’attore regista Gabriele Parrillo, ideatore e interprete di questo originalissimo progetto nato nel 2013 tra le rovine del Castello di Canossa, grazie alla sapiente regia di Rosario Tronnolone, e andato successivamente in scena al “deSidera Festival” a Sotto Il Monte a Bergamo ed al “Festival Francescano” di Bologna.

Lo spettacolo racconta il mistero sublime del perdono interpretato attraverso i testi dei grandi classici della letteratura (Manzoni, Kafka), del teatro (Shakespeare), della poesia, (Dante, Pascoli, Lorca,Turoldo) per interrogarsi e camminare insieme.

Artisti con origini diverse, con arti diverse – teatro di figura, teatro d’attore, mimo, danza, canto, musica, letteratura – una compagnia multietnica come primo esempio di possibilità di convivialità delle differenze, uno accanto all’altro per creare un concerto di vita, con l’auspicio che “la poesia possa cambiare le persone” sottolinea Parrillo.

Per questa edizione del Cammino, Gabriele Parrillo ha invitato artisti di grande spessore: Ambrose Laudani, danzatore e coreografo di origini indiane, Hal Yamanouchi, eclettico artista pedagogo giapponese, in Italia ormai da quasi 40 anni, vanta esperienze significative nella lirica come coreografo, nel teatro come interprete, fino all’ultima partecipazione al film hollywoodiano Wolverine; Cristina Barbarossa, cantante con un repertorio al crocevia di diversi generi e contaminazioni, e Daniela Savoldi al violoncello, compositrice e strumentista di origini brasiliane pronta a spaziare da Bach a sonorità moderne.

Luigi Lo Cascio, artista che dall’interpretazione de “I 100 passi” è divenuto uno dei più significativi artisti del cinema e del teatro italiano, sarà l’ospite d’onore della serata e leggerà La Lettera di Kafka al padre, in uno dei passi più toccanti dello spettacolo.

Il Cammino a Canossa nel 2016-OK

Il Cammino a Canossa nel 2016

Programma de Il Cammino del Perdono

Ecco il susseguirsi de “i passi” che comporranno il Cammino nella discesa in cripta:

Il monologo del Re Claudio dall’Atto III dell’Amleto di William Shakespeare, che esprime il bisogno di un’anima colpevole di liberarsi dai lacci soffocanti del rimorso. La mente sa che l’unica libertà può venire dal pentimento, ma il cuore rimane attaccato ai frutti del delitto, al trono, alla corona, alla regina. Il destino di Claudio si gioca in realtà sull’asse verticale tra il pozzo del suo delitto e il dolce cielo verso cui solleva gli occhi, ma “parole senza pensiero non arrivano al cielo”.

Il duca Vincentio di Misura per Misura ci trasporta in una dimensione spirituale necessaria per dipanare la matassa in cui Re Claudio è avviluppato: “noi non siamo solo noi, il cielo fa con noi come noi facciamo con le torce, le accendiamo ma non per loro”, siamo chiamati a illuminare questa notte.

La notte oscura in cui si trovano I due orfanelli del Pascoli, orfani della mamma senza più nessuno che li perdoni, è la nostra notte …

Garcia Lorca in Canzone Autunnale ci offre un raggio di luce con cui guardarla questa notte.

La Lettera al padre di Franz Kafka non parla esplicitamente di perdono, ma questa parola taciuta traspare da ogni amara ironia, da ogni rabbia repressa, da ogni commozione improvvisa. Il perdono da chiedere e da donare è il peso insopportabile di questa lettera, in cui un figlio rimane impigliato in un rancore doloroso che lascia spazio a tratti all’intuizione di un perdono possibile, di un bisogno di sciogliersi in lacrime, ma che si dibatte prigioniero di un orgoglio testardo.

Il capitolo XXXV dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni ci guida, con Renzo, alla scoperta del significato più profondo del perdono, alla sua condizione stessa: l’amore. Quante volte diciamo di perdonare, quante volte perdoniamo senza renderci conto che la stessa reiterazione è la prova della nostra insincerità: “non c’è vero perdono, obietta Frate Cristoforo a Renzo – e con lui a tutti noi –  finché tu non abbia perdonato in maniera da non poter mai più dire: io gli perdono”.

Infine ci abbandoneremo alla speranza del testo poetico di David Maria Turoldo: “o tu uomo o donna di qualunque fede oppure tu uomo o donna di nessuna fede, camminiamo insieme, e l’arida valle si metterà a fiorire”.

Gabriele Parrillo-foto di Antonio Meliloti Ambrose Laudani

Gabriele Parrillo (foto di Antonio Meliloti Ambrose Laudani)

Biografia di Gabriele Parrillo

Da interprete teatrale accanto ai grandi maestri Ronconi, Stein, Tiezzi, Mauri, Lavia, dopo gli studi accademici alla Silvio D’Amico, Gabriele Parrillo è divenuto insegnante del metodo Linklater per liberare la voce naturale che ha ispirato ed ispira tutti i suoi progetti, alla ricerca di una autenticità  che possa vivificare  i grandi classici.

E’ inoltre interprete di numerose fiction (La Squadra, Grandi Domani, Medicina Generale, etc.lo vedremo su Rai 2 in Sirene, nella prossima stagione) e voce recitante nell’audio libro Il mondo di Sofia (Salani).

2009- Forziamo l’aurora – da testi di Don Tonino Bello( deSidera Festival)

2010 – I Cieli della Terra – da testi di San Francesco-Rumi- Tierno Bokar- Merini (Poiesis Festival)

2011-I monologhi del Perdono – da testi di Shakespeare Manzoni Pascoli Turoldo (Canossa –Poiesis )

2012- Giordano Bruno: “Forse avete più paura voi” di Davide Scataglini (Teatro Valle – Castello Acaya, Lecce –Poiesis Festival)

2013- 2014 -2016 Il Cammino del Perdono al Castello di Canossa .(I-II-IIIa edizione)

2016 – Il Cammino del perdono – da testi di Shakespeare – Manzoni- Pascoli- Kafka- Dante- Turoldo-Parrillo. (deSidera Festival- Festival Francescano )

Luigi Lo Cascio

Luigi Lo Cascio

Biografia di Luigi Lo Cascio

Si diploma al liceo classico Garibaldi di Palermo. Subito dopo si iscrive alla facoltà di medicina. Dopo avere ultimato gli esami del primo biennio, in seguito a un’improvvisa fascinazione per il mondo del teatro, lascia l’università. Debutta in ‘Aspettando Godot’ con la regia di Federico Tiezzi. Nel 1992 si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico con un saggio su Amleto, diretto dal maestro Orazio Costa.

Tra il 1992 e il 2000 lavora essenzialmente in teatro con vari registi tra cui: Giuseppe Patroni Griffi, Carlo Cecchi, Carlo Quartucci, Roberto Guicciardini, Elio De Capitani.

Nel 1995 mette in scena, presso il CSS di Udine, il suo primo testo teatrale: Verso Tebe.

Nel 2001 vince il David di Donatello, come migliore attore protagonista per I cento passi (2000), film che rappresenta il suo esordio cinematografico. Il regista Marco Tullio Giordana lo dirigerà ancora nel film La meglio gioventù (2003), che gli vale il Nastro d’argento 2004, ex aequo con tutti i protagonisti maschili del film.

Nel 2001 vince la Coppa Volpi come miglior attore al Festival del Cinema di Venezia per Luce dei miei occhi di Giuseppe Piccioni

Nel 2005, tornato al teatro, dirige ed interpreta un monologo tratto dal racconto di Franz Kafka, “La Tana”, di cui cura anche la riscrittura. Per questo spettacolo vince il premio nazionale della critica, quale migliore attore dell’anno. Nel 2006 lavora con Luca Ronconi nello spettacolo Il silenzio dei comunisti, vincendo, sempre come migliore attore, il premio UBU nell’edizione 2006-2007.

Nel 2008 mette in scena ‘La caccia’, una sua riscrittura delle Baccanti di Euripide, vincendo il ‘biglietto d’oro’ come spettacolo d’innovazione più visto dal pubblico italiano.

Nel 2014 dirige e interpreta la parte di Iago in una sua riscrittura in siciliano dell’Otello di Shakespeare.

Ha scritto e diretto il film “La città ideale”, presentato al festival di Venezia nel 2012 nella sezione La settimana della critica e vincitore del premio Arca giovani. Per questo film ha ricevuto una candidatura ai David di Donatello nella categoria Opere prime.

Come attore cinematografico ha recitato, tra gli altri, nei seguenti film: Buongiorno notte, regia di Marco Bellocchio; Mio cognato, regia di Alessandro Piva; La bestia nel cuore, regia di Cristina Comencini; Il dolce e l’amaro, regia di Andrea Porporati; Noi credevamo, regia di Mario Martone; I nostri ragazzi, regia di Ivano De Matteo; Il nome del figlio, regia di Francesca Archibugi.

 

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