Papa Francesco: “Guai ai cattolici double face!”

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Giovedì 23 febbraio nell’omelia della Messa a Santa Marta, Papa Francesco ha picchiato duro contro chi si professa cristiano e poi mostra il suo vero volto che con la vita cristiana nulla ha a che spartire. E’ vero scandalo la controtestimonianza, la detestabile “doppia vita” di chi accreditandosi come un buon cattolico sfrutta e distrugge l’esistenza altrui.

Quanto attuali e necessarie anche nel nostro Paese queste severe parole del Santo Padre pronunciate a commento del brano evangelico di Marco nel quale Gesù invita ad una radicale conversione coloro che esibiscono una sgradevole doppia vita. Quanti cristiani di tal fatta esistono e incontriamo sul nostro cammino!

Si legge nel salmo 1: beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi, non resta nella vita dei peccatori e non siede in compagnia degli arroganti, ma nella legge del Signore trova la sua gioia. Lo stesso salmo contrappone chi segue la legge del Signore ed è da lui benedetto a quanti sono arroganti, malvagi; nel brano del Vangelo di Marco si parla espressamente di buoni e cattivi e ricorre  più volte la parola “scandalo”.

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Alla domanda: cosa è lo scandalo?, Bergoglio ha dato questa risposta: “Lo scandalo è dire una cosa e farne un’altra; è la doppia vita». E per essere più chiaro ha esplicato il concetto con questi indiscutibili esempi: «Io sono molto cattolico, io vado sempre a Messa, appartengo a questa associazione e a un’altra; ma la mia vita non è cristiana, non pago il giusto ai miei dipendenti, sfrutto la gente, sono sporco negli affari, faccio riciclaggio del denaro». Questa è la doppia vita e tanti cattolici sono così e scandalizzano, ha constata il Santo Padre.

Questo è lo scandalo che distrugge. Questo succede tutti i giorni: basta vedere il telegiornale o guardare i giornali. Sui giornali ci sono tanti scandali, e anche c’è la grande pubblicità degli scandali. E con gli scandali si distrugge, ha dovuto rimarcare papa Francesco, che ha annotato che Gesù a chi si comporta così dice: questi piccoli, questi poveri che credono in me, non rovinarli con la tua doppia vita».

Il Pontefice molto efficacemente ha immaginato il momento in cui chi dà scandalo busserà alla porta del Cielo: Sono io, Signore! Ma sì, non ti ricordi? Io andavo in chiesa, ti ero vicino, appartenevo a tale associazione, faccio questo … non ti ricordi di tutte le offerte che ho fatto? E il buon Dio risponderà: Ricordo. Le offerte, quelle le ricordo: tutte sporche. Tutte rubate ai poveri. Non ti conosco.

Anche nel brano del Siracide proposto nella prima lettura di giovedì 23 febbraio si trovava questo ammonimento: Non confidare nelle tue ricchezze, e non dire “basto a me stessoNon seguire il tuo istinto e la tua forza, assecondando le passioni del tuo cuore. La doppia vita consiste dunque nel seguire tali passioni e i peccati capitali. Dalla Sacra Scrittura viene anche l’ammonimento: non rimandare la conversione.

Il Papa ha così concluso: è salutare per ognuno pensare se c’è qualcosa di doppia vita in lui; fare un esame di coscienza che deve portare alla conversione del cuore, a partire dalla consapevolezza che lo scandalo distrugge.

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Pubblicato in Articoli, Vita diocesana