Aiuto allo studio, avanti c’è posto

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L’esperienza di «Portofranco» si presenta e si rilancia

Si incontrano storie interessanti bazzicando in via Giovanni Bolognesi 2 a Reggio, nel seminterrato della scuola secondaria statale di primo grado “Enrico Fermi”, attuale sede del centro di aiuto allo studio “Portofranco”, dove si offrono lezioni gratuite per studenti delle superiori. I pomeriggi buoni sono quelli del martedì e del giovedì, dalle 15 alle 18, quando fervono le attività. Per esempio c’è Guanza Kokrashvili, 25 anni, che anni fa è passata da questi banchi come studentessa e oggi, che frequenta il corso di laurea in lingue all’Università di Parma, viene a prestare lezioni di russo e inglese ai ragazzi che ne hanno bisogno. Molti “aiutanti” sono insegnanti in pensione, come Silvano Davoli, ingegnere, gettonato per le ripetizioni di matematica; in tutto i docenti sono 32, compresi professori in attività, liberi professionisti, universitari e studenti dell’ultimo biennio delle superiori, cui si sommano due tutor e tre segretarie.

Nell’anno scolastico 2015-2016 gli iscritti al centro sono stati 130, dei quali due terzi di origine straniera, per un totale di 1.300 ore di lezioni individuali gratuite, corroborate anche da momenti conviviali (tipicamente per Natale e alla chiusura del secondo quadrimestre), da una gita e dalla partecipazione all’esperienza solidale della Colletta Alimentare. Oggi come oggi siamo a quota 80 alunni, ma dopo la tornata delle prime pagelle di metà anno i numeri salgono sempre…

Tutto è nato nel marzo 2004, nella parrocchia di San Giovanni Bosco in città, da un gruppo di docenti e genitori cresciuti nelle fila di Comunione e Liberazione. Da allora “Portofranco” a Reggio ha dato sostegno gratuito a circa 900 studenti delle scuole superiori.
Insomma un mondo bello, semplice, utile. Che oggi, come spiegano la presidente reggiana Patrizia Fiorini, la sua vice Gabriella Bigi e gli altri membri della segreteria, come Daniela Parisi, Luca Lambertini, Franca Bolzani e Laura Bondavalli, ha bisogno a sua volta di un aiuto per continuare nell’aiuto (allo studio).

Continua a leggere tutto l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 25 febbraio

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