Le parrocchie di Castellarano ed il sogno di una «comunione di comunità»

Stampa articolo Stampa articolo

Dal 17 al 19 febbraio il vescovo Massimo fa visita all’unità pastorale intitolata alla Madonna di Campiano

Sono trascorsi quindici anni dall’ultima Visita pastorale del vescovo di Reggio Emilia-Guastalla alle comunità di Castellarano (allora fu monsignor Caprioli) e chi vive in queste zone assicura che nel frattempo di cose ne siano cambiate. Forse non tutte per il meglio, come vedremo tra poco (…anche se di ‘luci’ e motivi di gioia ce ne sono), probabilmente però, cominciare affrontando alcuni nodi problematici è di aiuto nell’inquadrare meglio e in linea generale la realtà e il contesto che monsignor Massimo Camisasca va ad incontrare in questi giorni, nella Visita pastorale del 17-18-19 febbraio. Aspetti critici e ombre di cui ci parla lo stesso don Vittorio Trevisi, qui figura sacerdotale di riferimento da dieci anni, dopo aver trascorso vent’anni in Brasile da missionario fidei donum ed avendo poi ricevuto l’incarico di parroco dell’intera unità pastorale “Madonna di Campiano”, da quando i cammini di fede delle parrocchie di Castellarano, Roteglia, Tressano, San Valentino e Montebabbio si sono incontrati e per quanto possibile uniformati. “La realtà socio-economica del territorio, dal 2002 ad oggi, è profondamente mutata”, spiega don Vittorio.
“In quegli anni Castellarano viveva ancora una fase di notevole espansione economica, e uno dei segnali fu il graduale e continuo aumento della popolazione, con l’arrivo di persone provenienti dall’estero, dalla montagna, dalle zone limitrofe del Modenese… La crisi economica però ha cambiato le carte in tavola, facendosi sentire anche qui; chi ne risente maggiormente sono i giovani e gli immigrati (questi ultimi sono attualmente poco più di un migliaio), i quali sperimentano una certa difficoltà nel trovare un’occupazione”.

Continua a leggere l’articolo di Matteo Gelmini su La Libertà del 18 febbraio

DSC_0733

Pubblicato in Articoli, Slide, Vita diocesana