Le spine non fanno il mostro

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Il mondo dell’editoria è davvero vasto e possiamo incontrare davvero tante case editrici che ci permettono di soddisfare i nostri desideri narrativi. Col tempo ci si affeziona in qualche modo a ciascuna di esse, poiché si impara a riconoscerle, a ricercarle in base alle nostre esigenze del momento, insomma, ognuna con le proprie caratteristiche può arrivare a ciascuno di noi!

Il libro che vorrei presentare è edito da Camelozampa, una casa editrice che offre una varietà di testi davvero ampia.

“Spino”, scritto e illustrato da Ilaria Guarducci, è un libro davvero interessante sia dal punto di vista delle illustrazioni che dal punto vista di ciò che vuole trasmettere ai lettori.

Spino, un animaletto non ben identificato, forse simile ad un istrice (ma solo per le spine non per altro), vive in un bosco ed è tutto coperto di spine: ne ha sulla schiena, sulla pancia, sulla testa e sul sedere, ha persino qualche piccolo aculeo sulle ginocchia. Il protagonista è cattivissimo e trascorre le giornate a terrorizzare tutti, proprio come gli avevano insegnato alla scuola di cattiverie del paese. Un giorno, però, le sue spine cominciano a cadere una dopo l’altra e, ben presto, Spino si ritrova morbido e rosa! Questo suo cambiamento lo porta a riflettere su se stesso e sul suo essere cattivo: Spino inizia così ad essere più dolce e, in poco tempo, fa amicizia con gli animali del bosco. In modo particolare, diventa amico di Bernardo, un coniglietto molto saggio che gli mostra la bellezza dell’essere gentili, dell’avere tanti amici e di scoprire le meraviglie del mondo che lo circonda con serenità e tranquillità. Il tempo passa e un giorno Spino vede rispuntare i suoi aculei: un vero dramma perché ora non sa più se deve rimanere buono oppure tornare ad essere l’animale cattivo di un tempo, ma gli amici, si sa, servono soprattutto nei momenti difficili, infatti sarà proprio il suo amico coniglietto ad aiutarlo a compiere la scelta migliore.

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Con questo albo Ilaria Guarducci va ad affrontare temi importanti: l’accettazione, il saper andare oltre l’apparenza e il cambiamento, tematiche davvero forti da toccare e sviscerare in un testo per bambini e penso che l’autrice vi sia riuscita in pieno.

Nella vita molto spesso ci comportiamo come gli altri si aspettano da noi e Spino questo lo sa bene perché essendo nero e avendo quelle spaventose spine, è convinto di essere, o meglio, di dover essere, molto cattivo. La sua stessa famiglia lo manda alla miglior scuola di cattiveria proprio per fargli imparare le migliori tecniche di spavento, affinché Spino possa essere terribile come loro. Il nero e le spine, inoltre, hanno condizionato in qualche modo il suo essere e solamente quando le perde, Spino si libera del suo essere “costruito” e scopre che, in realtà, lui era capace di essere gentile e questo nuovo atteggiamento non gli dispiace affatto, perché gli consente di fare amicizie interessanti e di divertirsi insieme agli altri. Chi é quindi il vero Spino? Quello cattivo o quello buono? E’ importante che i bambini imparino ad accettarsi per come sono, esprimendosi per come realmente sono: non dobbiamo essere ciò che gli altri si aspettano da noi, ma chi siamo realmente.

Come si può dedurre, quindi, in stretta connessione all’accettazione troviamo la tematica dello stereotipo e il suo superamento: attraverso la storia di Spino, l’autrice invita grandi e bambini a riflettere sulle apparenze e su come queste, a volte, possono influenzare i nostri pensieri e di conseguenza anche i nostri comportamenti ed atteggiamenti. Nero è sinonimo di cattivo e le spine, essendo pungenti, di violenza, della voglia di allontanare l’altro, così Spino si sente cattivo, quando in realtà è buono e gentile. Perciò sforziamoci di andare oltre le apparenze, perché spesso l’abito copertinanon fa il monaco o, in questo caso, le spine non fanno il mostro!

Il cambiamento spaventa tutti e anche il nostro protagonista non è esente da questo timore: soprattutto quando si tratta di cambiamenti radicali, come in questo caso, la reazione più normale è la paura, perché, in fondo, cambiare, lasciare la via vecchia per la via nuova, è un po’ come affrontare l’ignoto, il buio, che sono paure innate nell’uomo. D’altro canto la resistenza al cambiamento non nasce per caso e, anche se talune volte sappiamo che sarebbe per il meglio, si fa comunque fatica ad affrontarlo sia da adulti che da bambini. Il nostro amico Spino quindi si trova davanti una bella sfida, che, come nella vita reale, appoggiandosi alle persone care, saprà affrontare.

Dal punto di vista grafico le illustrazioni rendono perfettamente l’idea della lotta interna che deve affrontare il protagonista: giocose e a tratti ironiche mettono in risalto in maniera ottimale il contrasto tra lo Spino “cattivo” e quello “buono”, integrando la narrazione, senza però schiacciarla e contribuendo a rendere la lettura di questo albo scorrevole, piacevole e divertente.

I colori scelti da Ilaria sono vivi, accesi e ben definiti e in generale sono colori che colpiscono e che richiamano l’attenzione del lettore. Trovo molto accattivante la copertina che sicuramente ha influito sulla mia scelta di sfogliare questo albo illustrato davvero interessante.

Per commentare la rubrica scrivere a  silviabolzoni@laliberta.info 

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