GIORNALISMO COME PASSIONE PER IL REALE

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Grande partecipazione all’incontro del Vescovo con il mondo della comunicazione, sabato 28 gennaio, all’Istituto Figlie di Gesù. Poi la Messa di saluto alle «Paoline»

Papa Francesco propone con forza una comunicazione al servizio della cultura dell’incontro e nel suo messaggio per la 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali esorta i giornalisti a “oltrepassare quel sentimento di malumore e di rassegnazione che spesso ci afferra, gettandoci nell’apatia, ingenerando paure o l’impressione che al male non si possa porre limite”.
Ecco, nel nostro piccolo – quello di un Centro Comunicazioni sociali diocesano – ci pare che l’incontro dei giornalisti di sabato 28 gennaio, organizzato in collaborazione con l’Istituto delle Figlie di Gesù e con la parrocchia di Santo Stefano, vada in questa direzione.
È un incontro vero, con oltre 150 partecipanti e un’ottima “condivisione” diocesana, perché in platea, oltre a cronisti di vari media e a numerosi interessati e lettori de La Libertà, siedono membri di associazioni e movimenti, rappresentanti di uffici pastorali e delle Case della Carità, insieme a diversi medici, tutti interpellati dal tema di san Prospero, “La fragilità e la malattia come strade al bene”.
Il video integrale si può (ri)vedere sul nostro canale YouTube, raggiungibile dal sito www.laliberta.info.

Un incontro vero anche per la partecipazione al dibattito finale, che vede prendere la parola in successione Antonio Rossi (Medici cattolici), Mario Guidetti (Ordine dei Giornalisti), Cristina Melloni (medico di base), Annamaria Marzi (direttrice dell’Hospice di Montericco), Lorenzo Calabrese (chirurgo) e Diego Noci (presidente del Movimento per la Vita di Reggio).
Un incontro vero, soprattutto, perché sia il Vescovo che le due relatrici, Marina Ricci (già Tg5) e Monica Mondo (autrice e conduttrice di Tv2000), apprezzatissime nei commenti del dopo convegno, si lasciano pungere sul vivo dalle domande, offrendo la loro pulsante testimonianza e non frasi preconfezionate. (clicca e guarda tutte le foto)
Monsignor Camisasca ha voluto espressamente due donne, al tavolo, per sottolineare l’importanza dell’apporto femminile non solo nella professione giornalistica ma anche nella Chiesa e nella famiglia, dato che trattasi di due madri “toste”, Marina con cinque figli, Monica con tre.

Continua a leggere tutto l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà dell’11 febbraio

Giornalismo LL

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana