Parmigiano Reggiano, dedica allo chef Massimo Bottura

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forma a bottura

da sinistra, Riccardo Deserti, Aldemiro Bertolini e Massimo Bottura

Insieme alla prestigiosa laurea ad honorem in direzione aziendale conferitagli dall’Università di Bologna, allo chef Massimo Bottura (creatore di quella “Osteria Francescana” che nel 2016 è stata riconosciuta come miglior ristorante al mondo dalla classifica “World’s 50 Best Restaurants”) è giunto anche il particolare riconoscimento del Consorzio del Parmigiano Reggiano.

A Bottura, infatti, l’Ente di tutela ha consegnato, con una dedica incisa sul piatto, una forma di Parmigiano Reggiano di Bianca modenese prodotta nel luglio 2010 nel caseificio rosola di Zocca.

La consegna è avvenuta da parte presidente della sezione consortile di Modena, Aldemiro Bertolini, del direttore del Consorzio, Riccardo Deserti, e del presidente del caseificio di Rosola di Zocca, Alessandro Marchi.

Sul piatto della forma, come si è detto, è incisa la scritta  “A Massimo “Impossible is Nothing” Since 1986”, ricordando l’anno in cui Bottura iniziò la sua attività di ristoratore rilevando la Trattoria del Campazzo a Nonantola (MO).

L’espressione scelta, inoltre, è una delle preferite di Massimo Bottura, ed esprime molto dell’approccio alla vita e alla professione del grande cuoco modenese.

“Il riconoscimento da parte del Consorzio – sottolinea il presidente dell’Ente di tutela, Alessandro Bezzi – è un segno di particolare gratitudine nei riguardi di Bottura, che ha sempre avuto parole di grande apprezzamento per il Parmigiano Reggiano, ma è anche il segno di un’unione più profonda e di un sogno comune”.

“Siamo accomunati – afferma al proposito Bezzi – dal vivere in questo territorio, molto ricco di cultura, di saperi gastronomici, di tradizioni produttive molto radicate, di cui tutti noi dobbiamo andare fieri, ma ci unisce  ancor di più il guardare alto, il guardare oltre, il sapere che nasciamo da tradizioni forti, che costituiscono la nostra spina dorsale, la nostra ossatura, e al tempo stesso il nostro sogno”. “Tutto questo patrimonio  – conclude Bezzi –  con le nostre forze e il nostro impegno dobbiamo poterlo portare lontano, farlo conoscere e farlo giungere in tutto il mondo”.

 

 

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