ASSEMBLEA DEL CLERO: NOMINE e disponibilità richieste

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I lavori dell’incontro in Seminario nella mattina di giovedì 26 gennaio. Dopo i commenti alla Lettera pastorale, il Vescovo è intervenuto sui doni e sulle necessità della Diocesi

Tre tempi, in un crescendo di intensità, per l’assemblea del clero diocesano di giovedì 26 gennaio, in Seminario.
Il primo, dopo la preghiera dell’Ora media, è dedicato alla Lettera pastorale “Vieni e vedrai” e alle sue risonanze nei sacerdoti. Al tavolo, insieme al vescovo Massimo Camisasca e al Vicario generale Alberto Nicelli, viene chiamato anche il vescovo eletto di Crema, monsignor Daniele Gianotti.

«Vieni e vedrai»
Don Gino Bolognesi ripercorre la storia della sua vocazione; per fortuna, dice, che esiste anche una “virulenza del bene” e che il sacerdozio passa “per contagio”. Nel suo caso, alla domanda “Perché io?” dei primi anni di Seminario è gradualmente subentrato il suo rovescio, “Perché non io?”, grazie anche al rettore, allora monsignor Landini, e al farsi strada di una parola, “servizio”, che da quel tempo lo ha sempre accompagnato. Il resto è storia di una fedeltà che ha la sua radice nel verbo “menein” (dimorare, rimanere in Dio). Da don Gino viene anche il suggerimento di approfondire, in una prossima riflessione, la vocazione dei cristiani laici. (clicca per vedere tutte le foto)

Al microfono arriva poi don Daniele Casini, che da “prete-tipografo” analizza soprattutto il testo della Lettera pastorale, definendolo un racconto sulla vocazione e una meditazione sui doni del Signore e sulla letizia della Sua chiamata, e apprezzando tra le pagine l’assenza di retorica e di lamentele per la scarsità di nuovi presbiteri. Il parroco della Cattedrale invita quindi a intensificare l’aspetto testimoniale della predicazione e la preghiera per le vocazioni nella Messa.

Continua a leggere tutto l’ editoriale di Edoardo Tincani su La Libertà del 4 febbraio

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Pubblicato in Articoli, Vita diocesana