Madagascar: il «grazie» per i progetti scolastici

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Monsignor Pietro Ganapini ci manda notizie dall’Isola rossa

Pubblichiamo la lettera che don Pietro Ganapini ha scritto dal Madagscar prima di Natale.

Carissimi amici de La Libertà, approfittando del ritorno in Italia del carissimo don Filippo, Superiore generale delle Case della Carità, voglio inviare un saluto di buon Natale e buon anno.
Innanzi tutto abbiamo avuto in mezzo a noi il caro don Filippo Capotorto, che in realtà va, sì, col capo sempre leggermente inclinato (“torto”), se ben ho osservato, ma con le idee invece molto diritte: idee che sanno sempre di comprensione, spirito di adattamento, semplicità … e rivelano proprio, l’uomo, il prete delle Case della Carità. Non lo dico per fargli un complimento o una “incensazione”… Dio me ne liberi! Ho visto ciò con chiarezza anche negli Esercizi spirituali che ci ha dettato dal 14 al 19 novembre scorsi nel monastero delle “Trappistine” vicino a Fianarantsoa.
Con la Bibbia in mano, ha tracciato il cammino della vita di Giuseppe, figlio di Giacobbe, commentando quelle rivelazioni profonde della Provvidenza del Padre, che, tanti anni dopo, si sarebbero poi avverate nella vita del Messia, Gesù, e che evidentemente anche nella nostra vita dovrebbero insegnarci e guidarci per rispondere al suo disegno di bontà e di salvezza… Grazie, Don Filippo! Anche nella mia povera vita quegli Esercizi hanno lasciato un segno che, penso, non si cancellerà.

Leggi il testo integrale della lettera di don Pietro su La Libertà del 28 gennaio

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