Libri e preghiere: GRAZIE Paoline

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Il valore dell’incontro: parlano suor Assunta e Nara

Ottantotto anni dopo, è dura dirsi addio. Vorrebbe essere un arrivederci, sperare è lecito, chissà. Intanto tutto è pronto per dire alle Figlie di San Paolo, che lasciano la nostra terra, un grazie grande come… una diocesi. Sarà il vescovo Massimo Camisasca a presiedere la Messa di saluto alle religiose esperte di mass media; lo farà, guarda caso dopo l’incontro con i giornalisti, sabato 28 gennaio alle 18 nella chiesa di Santo Stefano, a Reggio, la “loro” parrocchia.
Al termine ci sarà anche un momento conviviale, in cui prolungare il commiato in un clima di festa. A parziale consolazione per il distacco delle suore, il fatto che – come già comunicato – la libreria “Paoline” andrà avanti, gestita da personale laico dipendente.
Riavvolgiamo per l’ultima volta il nastro, prima di dare voce alle protagoniste di questo passaggio del testimone.

Note storiche
Era l’autunno 1929 quando le prime Figlie di San Paolo arrivarono in città da Alba su mandato del fondatore, il beato Giacomo Alberione. Obiettivo: diffondere la “buona stampa” aprendo una libreria di “Edizioni Paoline” e andare per le case a portare il Vangelo, tant’è che molti le chiamavano le “postine di Dio”. Superiora era all’epoca madre Celestina Cappa; la prima sistemazione venne trovata proprio presso le Figlie di Gesù. Annota suor Cappa in una sua relazione che la prima frontiera reggiana di “propaganda” fu Gavassa. Nel frattempo il locale per aprire una libreria era stato prenotato “in via Emilia Santo Stefano 22 e consisteva in un unico vano adattato allo scopo”.

continua a leggere tutto l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 28 gennaio

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