Costruzioni in divenire

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Prima della pausa invernale mi sono presentato nello spogliatoio con il disegno di una casa in costruzione. Così come ho scritto qualche puntata fa, ho sempre detto ai ragazzi che ogni partita avrebbe portato dei mattoni per la costruzione della loro “casa”o meglio della loro “carriera”.

Ciò che ho detto loro è che non esiste carriera o cosa realizzabile che non abbia un progetto: che sia la vita calcistica, che sia quella amorosa, che sia quella lavorativa, è dal disegno che uno ha in testa e nel cuore che si deve partire. Il proprio progetto coincide coi propri sogni, con le proprie aspirazioni e col proprio credo: senza solide fondamenta le costruzioni non reggono, basta una lieve scossa di terremoto per far crollare la casa.

Metaforicamente parlando anche per i Giovanissimi va così: siamo un cantiere aperto, costruzioni in divenire. Le fondamenta sono le basi, non solo tecniche, ma anche di rispetto delle regole, degli altri e di se stessi da cui partire per iniziare a costruire la propria abitazione ovvero il proprio futuro. Il gioco espresso, i miglioramenti tecnici e umani sono il piano terra su cui poggia la nostra abitazione.

Vivere alla giornata non ha prospettiva: sicuramente si sta bene, non si fa affatto fatica e il peso di quei mattoni che sono andare a scuola, andare a lavorare e che un domani saranno  mantenere una famiglia o dover provvedere ai propri figli, non si sente. Ma sono proprio questi mattoni a costituire le certezze di ognuno, colonne su cui poggia l’intera costruzione. Certezze che sicuramente vacilleranno: quanti terremoti minano la stabilità di un matrimonio, o una carriera di lavoro, o la serenità tra amici. Succederà pure di smettere di costruire, perché magari si perdono le voglie e le forze per continuare. La vita è anche questa.  Ma non si deve mai smettere di avere a mente il proprio progetto di vita e la sua realizzazione.

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Ad ogni partita ho sempre detto quanti mattoni i ragazzi hanno portato alla loro casa. Si badi bene che il numero di mattoni non è affatto legato al risultato, bensì alla prestazione: come la squadra ha giocato, lo spirito di sacrificio, l’impegno e anche quel saper soffrire che troppo spesso trascuriamo e che non piace. Vincere una partita è questo. Il risultato che voglio vedere sono le maglie zuppe di sudore, volti trafelati perché si è dato tutto. Poi di conseguenza arriva il resto. E direi che i miei “muratori” sono stai abbastanza bravi nel gettare queste basi e di partita in partita hanno costruito il piano terra.

Siamo arrivati all’inizio del primo piano e la casa di ognuno avrà tanti piani quanto i ragazzi saranno disposti a dare per costruirli. Ho anche aggiunto che se si sentono già arrivati e soddisfatti di ciò che hanno ottenuto fino a qui, possono già mettere il tetto alla loro casetta. Ma più avranno voglia di migliorarsi, più sapranno mettersi in discussione, tanto più riusciranno a costruire piani da aggiungere alla loro costruzione.

Il cemento che lega questi mattoni è negli allenamenti durante la settimana: è li che si crea l’amalgama giusta, il collante che consolida i muri. L’antisismicità è nella quotidianità, quando anche solo una telefonata o un’attenzione possono garantire solidità contro un terremoto. Talvolta il miglior cemento armato si chiama dialogo: confrontarsi coi ragazzi, col partner, con chi ci sta attorno, è la malta che stabilizza i nostri legami con gli altri. Quante volte dimentichiamo parole come gratitudine, riconoscenza, perdono… altro non sono che quei “calcoli matematici”che dobbiamo fare per garantire stabilità al nostro progetto. Sono le motivazioni forti il miglior certificato antisismico per la nostra vita, travi portanti del progetto di crescita di ognuno. Anche se spesso è difficile tenere vive e alte queste motivazioni, che regolarmente vacillano davanti alle tante difficoltà della vita di ogni giorno. Ma se crediamo realmente nella realizzazione del nostro progetto, non esiste tsunami che possa distruggere la nostra costruzione.

E mi piacerebbe che un giorno i ragazzi guardassero questo disegno trasportandolo anche fuori dal campo.

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