L’attore che sa a che santi votarsi

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Incontro col Barabba cinematografico convertito dallo sguardo di Cristo nel film di Mel Gibson: la famiglia, i progetti professionali, il «di più» che viene dalla fede

La scaturigine della sua conversione è ormai nota: recitando la parte di Barabba nel film “The Passion of the Christ” di Mel Gibson l’attore Pietro Sarubbi, milanese di nascita, classe 1961, incrocia lo sguardo di Gesù, interpretato da Jim Cavieziel. Una manciata di minuti, durante le riprese girate nel 2003, capaci tuttavia di imprimere alla sua vita un cambio di rotta e di portarlo a completare, in capo a due anni, i sacramenti dell’iniziazione cristiana, il matrimonio con la donna con cui conviveva e il battesimo degli allora tre figli.
In precedenza Sarubbi aveva già conquistato la celebrità con fiction di successo, da “Casa Vianello” a “Il Maresciallo Rocca”, e con trasmissioni di cabaret e intrattenimento, come “Zelig” o “Camera Cafè”. A distanza di circa dieci anni dalla conversione, questo gigante buono dalla parlantina sciolta e dallo spirito irrequieto fa la sua comparsa in redazione, in occasione di uno dei suoi passaggi reggiani per portare al pubblico questa testimonianza. Un incontro breve, quanto basta per un confronto propiziato da un dato biografico comune, cinque figli, mentre sul tavolo è appoggiato il libro “Family man”.

E allora partiamo dalla famiglia. Com’è quella di Pietro Sarubbi?
Spesso non dormo a casa e questo mi dispiace molto… Mia moglie si chiama Maria e facciamo una gran fatica con i figli, bisogna essere onesti. Poi senti Gesù che nel Vangelo dice di essere venuto per i malati e non per i sani, e allora mi dico: qui ce n’è da fare…

Chi sono i suoi figli?
Il più grande è Simone, ha 26 anni, poi ci sono Franca Maria, Rocco, Angelo, dai 18 ai 12 anni, e il più piccolo è Giacomo Riccardo, 7 anni. Nel nome porta una dedica a san Giacomo e san Riccardo Pampuri: ha avuto dei problemi di salute, lo abbiamo affidato a san Riccardo e lui ha ottenuto veramente un miracolo, anche se (ride) non ha lavorato tanto sul carattere…

Continua a leggere tutta l’intervista di Edoardo Tincani a Pietro Sarubbi su La Libertà del 10 dicembre

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