San Prospero: la vita ecclesiale come impronta di quella civile

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Riflettendo su un legame che caratterizza la realtà di Reggio

Gli inizi della Chiesa reggiana sono ricordati nel vescovo san Prospero, vissuto al tempo di sant’Agostino e della caduta dell’Impero Romano, quando la Chiesa reggiana si stava costruendo un’identità separata dal potere politico di Roma. Essa da sola doveva continuare sulla strada della civiltà romano-cristiana, formando una cultura libera dalla protezione del potere, ma povera com’era stata la Chiesa delle origini.
La Chiesa di Gerusalemme si era inserita sulla visione trinitaria romana, basata sulla famiglia e sul potere diviso tra il Senato, il Popolo e le Magistrature, poteri tutti con pari dignità e con il diritto di promulgare le leggi. Il Senato dei Padri garantiva la continuità della politica basata sulle tradizioni e sull’identità romana, il Popolo dei Comizi aperto alle Genti dell’Impero esprimeva l’apertura al mondo, come Figli di un Senato fatto di Padri che avevano il compito di conservare la trinitarietà del potere basato sulla famiglia.
Le Magistrature elette dai comizi del popolo mediavano tra il Senato e il Popolo garantendo la vita trinitaria. Esse legiferavano ognuna in un campo preciso e rappresentavano Roma. I due Consoli erano la massima espressione dell’unità romana, e dove arrivavano lì era Roma trinitaria. Anche oggi i Consolati moderni ricordano l’antico ruolo svolto dai Consoli.

Leggi tutto l’articolo di Daniele Rivolti su La Libertà del 26 novembre

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Pubblicato in Articoli, Vita diocesana