Migliora l’occupazione e il reddito delle famiglie

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Nonostante una crescita del Pil 2016 al di sotto dei livelli ipotizzati nell’aprile scorso, il reddito disponibile delle famiglie e l’occupazione aumenteranno più del previsto nella nostra provincia.

Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia sugli “Scenari per le economie locali” di ottobre elaborati da Prometeia, il Pil chiuderà il 2016 con un +1,2% (le catturaprevisioni di aprile parlavano di un +1,5%), mentre l’occupazione crescerà del 2,2% (al netto della cassa integrazione le unità effettivamente impiegate segnano un +1,6% rispetto al +0,9% previsto sei mesi fa) e il reddito delle famiglie aumenterà del 2,8%, migliorando di quasi un punto percentuale rispetto alle valutazioni di aprile.

Tutti i valori resteranno in aumento, seppure con crescite più contenute, anche nel 2017, con un Pil nuovamente in rialzo dell’1,2%, occupazione segnata da un +1,1% (sempre al netto della cassa integrazione le unità impiegate cresceranno dello 0,7%) e reddito delle famiglie a +2,3%.

Il clima di fiducia delle famiglie, influenzato dal miglioramento del reddito a disposizione, dovrebbe quindi supportare una ripresa dei consumi – praticamente fermi da diversi anni – che nel 2016 dovrebbero aumentare dell’1,7% per raggiungere il +2,1% nel 2017.

L’evoluzione settoriale dell’impiego di lavoro, intanto, per il 2016 mostra una forte disomogeneità delle variazioni, sia per l’ampiezza, sia per il loro segno. Nei servizi, che hanno risentito in misura minore della crisi negli anni scorsi, la crescita dovrebbe raggiungere il +2,5%; la tendenza positiva si confermerà, ma non andrà oltre lo 0,9%, nel 2017.

E’ invece negativo, anche se più contenuto rispetto alle stime precedenti, l’impiego di unità di lavoro nell’industria, che dovrebbe far segnare un -1,1%; la tendenza positiva dovrebbe riprendere nel 2017 con un +0,4%.

Relativamente alle costruzioni, con la ripresa della crescita del valore aggiunto del settore, che nel 2016 dovrebbe aumentare dell’1,8%, l’impiego di lavoro dovrebbe incrementarsi dell’1,3%.

Contemporaneamente dovrebbe gradualmente complessivamente ridursi il tasso di disoccupazione provinciale, che nel 2016 non dovrebbe superare il 5,3%, per scendere poi al 5,0% nel 2017.

 

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