Giovani e Vocazione: Lettera pastorale

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La seconda Lettera pastorale del vescovo Massimo, “Vieni e vedrai. I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, giunge come un regalo prezioso a conclusione dell’Anno giubilare: in questi primapagina_20161112_lalibertamesi abbiamo imparato ad associare alla misericordia l’immagine del grembo materno e sono convinto non sia fuori luogo intendere questo nuovo testo quale frutto di una gravidanza del cuore, segno della paterna premura di un pastore per il popolo che Dio gli ha affidato.

Un popolo di cui il Vescovo deve orientare e guidare il cammino, “finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo” (Ef 4,13). “Miserando atque eligendo”, recita il motto di papa Francesco. La misericordia ha a che fare con uno sguardo di elezione, con una voce che raggiunge la nostra vita per rivelarci quella misura di umanità perfetta a cui Dio ci chiama. È il mistero della vocazione che viene messo a tema nella Lettera, con una provvidenziale sintonia precorritrice della decisione del Santo Padre di porlo “al centro della considerazione della Chiesa universale per i prossimi due anni, che culmineranno nel Sinodo ordinario dei vescovi convocato per l’ottobre 2018 e che avrà come titolo: «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale»” (dall’Introduzione). Si spiega così il titolo della Lettera pastorale, elaborata durante i recenti mesi estivi e che raccoglie le riflessioni maturate nel corso di un’intera esistenza intorno ad una delle questioni che più hanno segnato la vita del vescovo Massimo.

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