Zona stazione, presentata la nuova installazione ‘Re Agire’ in piazza Domenica Secchi

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Dopo la riqualificazione della rotatoria, che ora è punto di riferimento e segno distintivo del quartiere, la piantumazione di nuovi alberi ad opera del Comune  con il rilevante contributo di operatori economici con sede nel quartiere, e la realizzazione delle opere di manutenzione e riordino della viabilità in piazzale Marconi, si realizza un nuovo passaggio del progetto di valorizzazione della Zona Stazione.

Sabato 29 ottobre, in piazza Domenica Secchi – spazio restituito alla collettività negli anni scorsi, di recente oggetto di interventi migliorativi a cominciare dalla riapertura del Café Reggio lo scorso luglio – è stata presentata la nuova installazione, dal titolo Re Agire, realizzata dalle designer Maria Naomi Galavotti e Martina Ranedda in collaborazione con l’Atelier creativo Paradise Street e il Comune di Reggio Emilia.

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“L’installazione – spiega l’assessora a Sicurezza e Città storica Natalia Maramotti – arricchisce questo luogo d’incontro importante per il quartiere, genera identità e rafforza uno spazio potenzialmente vulnerabile. Creare maggiore qualità urbana, anche con l’introduzione di elementi estetici, e favorire l’incontro fra le persone in luoghi pubblici, costituisce una strategia ben precisa, volta da una parte a rafforzare le relazioni fra le persone stesse, a dare decoro e bellezza agli spazi di tutti e, d’altra parte, a creare in questo modo un presidio naturale del territorio attraverso la sua frequentazione e a contrastare fenomeni di degrado. Con questa strategia e metodo, che abbiamo attuato in altri punti della Zona stazione, come viale 4 Novembre, via Eritrea e piazzale Marconi, stiamo attuando nel quartiere il progetto volto alla sua rigenerare e valorizzare, anche sul piano economico-commerciale. Non a caso il quartiere è ancora una volta coinvolto direttamente, dato che la nuova installazione è stata realizzata da Maria Naomi Galavotti e Martina Ranedda insieme con l’Atelier Paradise Street che ha sede in Zona stazione: un laboratorio, i cui educatori e partecipanti sono stati affiancati a titolo volontario dalle stesse due designer nel percorso di realizzazione dell’opera. Alle designer e ai creativi dell’Atelier, così come alle aziende del territorio che hanno collaborato al progetto e allo sponsor che lo ha sostenuto, va la nostra gratitudine”.

L’installazione è composta da tre sedute e da un leggio: in questo modo viene dunque fornita anche una risposta alla richiesta espressa dai residenti nella zona di avere maggiori dotazioni che possano favorire la sosta e l’incontro nella piazza stessa.

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L’INSTALLAZIONERe Agire nasce dunque dalla co-progettazione tra Maria Naomi Galavotti e Martina Ranedda, specializzate in Design e Arte, e l’Atelier Paradise Street di via Paradisi, un laboratorio in cui le persone seguite dal Servizio dipendenze patologiche (Sert) di Reggio Emilia vengono coinvolte in attività creative e formative.

Le due giovani creative, a titolo volontario, per alcuni mesi hanno affiancato gli educatori dell’Atelier, allo scopo di realizzare un progetto che coinvolgesse le persone frequentanti l’Atelier, rendendole parte attiva e protagonista nella realizzazione dell’installazione.

Lo scopo del progetto è stato infatti co-progettare insieme ai frequentatori del laboratorio un intervento urbano, capace di incarnare e di trasmettere alla cittadinanza una tematica delicata come quella della marginalizzazione sociale. L’altro importante obiettivo era cercare di riattivare le capacità creative degli utenti del laboratorio, al fine di far nascere in loro una nuova consapevolezza di sé e del loro potenziale, attraverso un lavoro di progettazione strutturato.

L’opera, diventata poi oggetto della tesi di laurea delle due studentesse, nasce dall’idea di volere sperimentare nuove vie per costruire inclusione e interazione sociale tramite il design. Le tre sedute, poste a una certa distanza l’una dall’altra, rappresentano la solitudine nata dell’emarginazione. Nelle intenzioni delle designer, questa esperienza viene accompagnata dalle frasi leggibili sul prolungamento a terra della seduta, realizzate anch’esse dai partecipanti all’Atelier.

Al centro dell’installazione è situato il leggio, contenente la spiegazione del progetto. Tutto il percorso di ideazione e realizzazione dell’opera è stato documentato su una sorta di diario, che illustra considerazioni spaziali, idee progettuali, pensieri, ipotetiche soluzioni.

Gli artefatti sono stati realizzati grazie alla collaborazione delle aziende: Ugolotti Eolo snc, Donelli Dimaf, Gpm Project srl, Carpenteria Barbieri snc, Frontera Alfonso Il Fabbro e Red Fox. Il progetto vede la sponsorizzazione del Banco cooperativo emiliano.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura