La fede? Docilità allo Spirito

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Seconda parte dell’intervista a Camisasca nel 70° genetliaco. Duomo di Guastalla, giovedì: Messa ore 18.30, concerto ore 21

Questo numero del giornale diocesano, Poste permettendo, arriva nelle case dei nostri abbonati giovedì 3 novembre, nel giorno esatto in cui monsignor Massimo Camisasca compie settant’anni.
Il programma dei festeggiamenti prevede nella Concattedrale di Guastalla la santa Messa presieduta dal Vescovo alle 18.30 e, alle ore 21, il concerto “Messa dell’Incoronazione” KV 317 in Dio maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart, eseguito dal coro “Livia d’Arco” e dall’orchestra “I Musici di Parma” per la direzione del maestro Roberto Fabiano.
Continuiamo, su La Libertà, la pubblicazione della nostra intervista al pastore della Diocesi, iniziata la settimana scorsa.

Veniamo al rapporto più importante, quello con Dio. Come definirebbe la sua fede?
Se dicessi che in me la fede è senza tormento direi una cosa non vera. C’è però un aspetto di fondo nel mio rapporto con Dio: è molto pacato e molto abbandonato. Questo abbandono a Dio deve essere continuamente recuperato. In questo senso la mia fede è molto drammatica, perché ha bisogno continuamente – non a livello intellettuale, perché finora non ho mai avuto dubbi, ma esistenzialmente – di ritrovare la forza dell’abbandono a Dio, la pacatezza. Devo continuamente ritrovare l’esperienza della pace dentro la storia, l’esperienza della luce dentro le ombre, l’esperienza della sicurezza dentro il terremoto che è la vita. Quindi posso dire che c’è una nota di fondo nella mia fede che è quella dell’abbandono pacifico, ma è una pace che va continuamente riscoperta e ritrovata….

Continua a leggere l’intervista esclusiva al Vescovo su La Libertà del 5 novembre

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da-prignano

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