Il Teatro dell’Orsa si aggiudica il bando Create with Open Data

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È stato il Create With Open Data del Teatro dell’Orsa a vincere il concorso omonimo, promosso dal Comune di Reggio Emilia insieme con Agenda digitale della Regione Emilia-Romagna e Lepida spa, attraverso un Bando che metteva in palio 13.000 euro per la realizzazione del progetto primo classificato.

Il verdetto è giunto ieri sera, al Palazzo dei Musei, dopo un contest in cui i sei finalisti – usciti da una prima selezione – hanno presentato e rappresentato i loro progetti e performance costruiti per raccontare in chiave artistica o culturale che cosa sono gli Open Data, a cosa servono e l’importanza del saperli leggere e utilizzare.

Un’azione ‘divulgativa’ nata dalla manipolazione e interpretazione creativa dei contenuti dei 111 data set pubblici consultabili sul opendata.comune.re.it. Si tratta di dati liberamente utilizzabili e ridistribuibili, che fotografano Reggio Emilia negli ambiti tra loro più diversi, quali ad esempio la demografia, la mobilità, l’economia, la cultura, l’educazione.

Obiettivo del Bando infatti era promuoverne un’interpretazione, una rilettura creativa e performativa di questi dati, che li trasformasse in linguaggi più semplici, intuibili e coinvolgenti, per renderli comprensibili e favorirne l’accesso e l’utilizzo, attraverso danza, arte, teatro, video documentazione, cinema…

Dopo una prima selezione delle proposte pervenute nei giorni scorsi e la presentazione al Palazzo dei Musei ieri sera dei sei progetti risultati finalisti, questi ultimi sono stati valutati da una giuria tecnico-popolare che ha decretato il vincitore e che era composta, per la parte tecnica, da Massimo Fustini responsabile del progetto Open Data dell’Emilia-Romagna, Nicola Dusi ricercatore del dipartimento Comunicazione ed Economia dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, Paolo Tegoni esperto di progettazione creativa e comunicazione nonché co-ideatore del Create, Valeria Montanari assessore ad Agenda digitale e Partecipazione del Comune di Reggio Emilia e, per la parte popolare, da tre persone estratte a sorte tra il pubblico presente.

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I vincitori con l’assessore Montanari

“Il nostro obiettivo – ha spiegato l’assessore Montanari – è raccontare gli Open Data ai reggiani, anche e soprattutto a quelli che non hanno dimestichezza con il digitale. Abbiamo sempre più a disposizione dati che ci raccontano la città: non sono semplici numeri, ma vere e proprie opportunità che se si mescolano, si reinterpretano, si utilizzano, possono costruire risposte per Reggio Emilia. Questa sera è venuta fuori una bella città: creativa, ricca di opportunità, con una gran voglia di mettersi alla prova.

“L’idea di questo concorso – ha aggiunto l’assessore – è uno dei ‘prodotti’  dei Laboratori di innovazione, che abbiamo avviato a Reggio Emilia un paio di anni fa, a inizio mandato. I Laboratori sono gruppi aperti di associazioni e cittadini, fra i quali non mancano creativi ed esperti digitali, da cui escono spunti e attività di co-progettazione: questa propositività ‘dal basso’ è un valore aggiunto molto importante, che per altro qualifica le politiche dell’Amministrazione. Con questo Create with Open Data credo che un buon risultato sia stato raggiunto, considerata la qualità e l’originalità delle proposte, perciò invitiamo sin da ora i non-vincitori di stasera a partecipare al prossimo bando in programma a Reggio Emilia nell’ambito di ‘Restate 2017’”.

La performance del Teatro dell’Orsa invece verrà presentata alla città il 4 marzo 2017, in occasione della Giornata mondiale degli Open Data.

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La giuria del concorso

 

IL PROGETTO VINCITORE – Il Teatro dell’Orsa ha presentato il proprio Create With Open Data, nel quale la narrazione costituisce un punto di forza per il racconto di storie e per comunicare la realtà del presente.

“Immaginare è scegliere – ha spiegato la co-autrice del progetto Monica Morini – e scegliere è elemento essenziale di appartenenza a una comunità, è cittadinanza. Proponiamo un progetto che invita ad essere più cittadini e più comunità, il che significa sapere non solo quante scarpe si muovono in una città, ovvero il dato nudo e crudo, ma anche dove vanno tutte queste scarpe, ovvero dove le persone e la comunità sono dirette, e questo è leggere e interpretare il dato in maniera creativa”. E in tal modo si ritorna all’immaginazione originaria.

La narrazione infatti nella proposta del Teatro dell’Orsa si sposa all’immaginario poetico e a quello artistico-visivo, con l’ausilio di video proiezioni, di clip e filmati. Tappeto sonoro al progetto è la musica contemporanea, originale ed eseguita dal vivo. Nel corso del contest di ieri sera, i proponenti hanno fatto ricorso a due voci narranti-recitanti, alle note dal vivo di un clarino e a video proiezioni.

Ideatori del progetto, insieme con Monica Morini, sono gli autori Bernardino Bonzani e Annamaria Gozzi per la parte narrativa, Michele Ferri per la parte visiva e Gaetano Nenna, compositore e direttore d’orchestra, per la parte musicale.

Il Teatro dell’Orsa è una compagnia di produzione teatrale di Reggio Emilia, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Scenario per Ustica 2003 per il teatro civile e sociale con lo spettacolo Cuori di terra. Memoria per i sette fratelli Cervi. Il Teatro dell’Orsa si occupa di temi sociali e civili quali i migranti e la violenza sulle donne, la Costituzione e la cittadinanza, il fine vita e la memoria tra le generazioni, l’affido e la malattia dell’Alzheimer, la Shoa in occasione della Giornata della Memoria.

Gli altri progetti finalisti sono stati proposti da Amigdala di Modena e dai reggiani Arci, Icarus Ensemble, Materia Oscura e Sinonimia

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura