Buon compleanno Vescovo!

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Massimo Camisasca compirà settant’anni giovedì 3 novembre e li festeggerà quel giorno a Guastalla, di cui è cittadino onorario, con due momenti dedicati nella Concattedrale: presiedendo la Messa alle 18.30 e poi assistendo al concerto delle 21 (si veda il box).
La Libertà – anche grazie alla collaborazione di Matteo Ricca – è andata a mettere il dito tra le pieghe di questi settant’anni del Vescovo, un po’ come si fa con i solchi concentrici nascosti nei tronchi degli alberi, che ne svelano l’età e lo sviluppo. Così proponiamo un’intervista personale al pastore della Diocesi. Il nostro modo per rivolgergli tanti auguri nel 70° genetliaco. Per tutti i lettori, un’occasione di conoscerlo più da vicino.

Don Massimo, abbiamo incontrato in diverse occasioni suo fratello gemello Franco. Dei vostri genitori, invece, conosciamo solo i nomi e poco più. Partiamo dal papà, Ennio Camisasca, impiegato comunale. Come lo ricorda, oggi?
Mio padre è la figura che, in un certo senso, mi assomiglia di più, o meglio assomiglia al Massimo dei primi vent’anni di vita, perché io sono stato e sono tuttora un uomo molto ancorato al silenzio, alla medietas, al non assumere posizioni estreme. Così era mio padre. La sua calma gli veniva dall’aver affrontato due drammi che hanno contraddistinto la sua vita. Sua madre è morta di parto quando lui è nato e poi, durante la seconda guerra mondiale, è stato in un campo di concentramento tedesco. Mi sto rendendo conto adesso di quanto queste esperienze abbiano segnato anche la mia vita attraverso la sua, portandomi a essere una persona riflessiva, abituata all’interiorità, amante del silenzio e delle parole calme.

Continua a leggere l’intervista al Vescovo su La Libertà del 29 ottobre

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