Sepoltura e cremazione: la voce della Chiesa

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Pubblichiamo il comunicato del vescovo di Reggio Emilia – Guastalla a commento dell’Istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede “Ad resurgendum cum Christo” circa la sepoltura dei defunti e la conservazione delle ceneri in caso di cremazione.

(qui il video messaggio di monsignor Camisasca)

Comunicato stampa Ad resurgendum cum Christo

Costatando una crescente diffusione della pratica della cremazione, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha ritenuto opportuno pubblicare una nuova Istruzione, Ad resurgendum cum Christo, per ribadire le ragioni dottrinali e pastorali sulla preferenza della sepoltura dei corpi e per emanare alcune norme per la conservazione delle ceneri nel caso di cremazione.

La verità culminante della fede cristiana è la risurrezione di Gesù Cristo, sorgente e principio della resurrezione futura di ogni uomo. Attraverso il Battesimo, già da ora ogni cristiano è incorporato a Cristo e partecipa della Sua resurrezione. Come Cristo è risorto in anima e corpo, così Dio tornerà a dare vita incorruttibile al corpo trasfigurato dell’uomo.

L’antichissima tradizione della Chiesa ha visto nella sepoltura la forma più idonea per esprimere la fede nella resurrezione corporale. Seppellendo i corpi dei fedeli defunti, la Chiesa desidera sottolineare l’alta dignità del corpo umano. Esso è una parte integrante della persona ed è destinato a condividerne il destino di gloria. La Chiesa non può pertanto ammettere atteggiamenti e riti che ritengano la morte come un annullamento della persona, come un ritorno all’universo, come una tappa di un lungo processo di reincarnazione, o come la liberazione dalla “prigione” del corpo.

Per l’alta dignità conferita al corpo dei fedeli defunti, la Chiesa sostiene che la sepoltura debba avvenire nei cimiteri o in altri luoghi sacri. Ciò consente un giusto rispetto per quelle membra che nel Battesimo sono divenute tempio dello Spirito Santo. Aiuta inoltre il ricordo e la preghiera per i defunti, nonché la venerazione dei martiri e dei santi. Instilla infine il senso della comunione che esiste tra tutti i fedeli: quelli vivi, quelli che compiono la loro purificazione in cielo e i beati.

La Chiesa ritiene pertanto che la sepoltura sia da preferirsi. Non vede però ragioni dottrinali per impedire la cremazione, a meno che essa non sia scelta per ragioni contrarie alla fede cristiana. Tuttavia, se il cadavere viene cremato secondo ragioni legittime, le ceneri devono essere conservate in un luogo sacro, cioè in un cimitero o, se è il caso, in una chiesa oppure in un’area appositamente dedicata a tale scopo dalla competente autorità ecclesiastica.

Per quanto detto, le ceneri non possono dunque essere conservate nell’abitazione domestica, se non in caso di circostanze gravi ed eccezionali stabilite dall’autorità ecclesiastica; tanto meno possono essere suddivise tra i nuclei familiari. Per evitare ogni equivoco di tipo panteista, naturalista o nichilista, non è permesso inoltre disperdere le ceneri né in terra, né in acqua, né in alcun altro modo. Altresì non è permessa la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, come gioielli o altri oggetti. Pertanto, se un defunto avesse notoriamente disposto la cremazione e la dispersione delle ceneri in natura per ragioni contrarie alla fede cristiana, si devono negare le esequie.

+ Massimo Camisasca

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