Blocca il prezzo! Campagna abbonamenti 2017

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Parte presto, la campagna abbonamenti 2017 al giornale diocesano, anche per premiare chi rinnoverà subito (entro il 15 novembre) e potrà così bloccare il prezzo vecchio.
Diversamente, e a malincuore s’intende, dobbiamo annunciare un aumento di venti centesimi a copia e di tre euro per l’abbonamento annuale all’edizione cartacea. Il vulnus? Sempre quello: Poste Italiane. L’obiettivo? Continuare a difendere il pluralismo informativo. Sono parole non retoriche, in un comparto dell’editoria in grave affanno; al pubblico dei nostri lettori non saranno sfuggiti gli scioperi recenti di alcune redazioni e, peggio, la chiusura di due testate locali, il quotidiano Prima Pagina Reggio e il periodico solidale Piazza Grande Reggio Emilia.
E se anche nuove iniziative editoriali si profilano all’orizzonte, resta comunque evidente il calo complessivo di copie vendute e di pubblicità.

Colpisce una contraddizione, l’ennesima, tutta italiana: mentre da una parte la riforma dell’editoria licenziata dal Parlamento sembra prendersi a cuore la presenza di più voci sia nel panorama abbonamentinazionale che in quello locale, dall’altra la consegna della posta a giorni alterni flagella quotidianamente la cittadinanza, mandando il principio della tempestività informativa a farsi benedire.
L’abbiamo detto e lo ripetiamo: a che serve ricevere dal postino La Libertà, anziché il giovedì come dovrebbe essere, il lunedì o il martedì della settimana dopo? È giusto che le politiche aziendali di Poste Italiane classifichino gli utenti tra alcuni privilegiati a cui la corrispondenza (in teoria) arriva ogni giorno e altri che la vedono 5 giorni su 14 (martedì e giovedì una settimana, lunedì, mercoledì e venerdì quella dopo), per non parlare di chi risiede in “zone remote”, che se va bene scorge il portalettere una volta ogni sette giorni? La risposta è no, non è giusto, tanto più alla luce della risoluzione che il Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza il 15 settembre scorso, stabilendo che il servizio universale (recapito) deve essere “di alta qualità a condizioni accessibili, comprendente almeno cinque giorni di consegna e di raccolta a settimana per tutti i cittadini”.
C’è un però: è una risoluzione, non è vincolante per i Paesi membri. In un Paese serio, con un servizio postale all’altezza, dovrebbe essere recepita!
E oltre al danno, la beffa: dal prossimo 1° gennaio è atteso un rialzo sensibile delle tariffe postali che, credete, nel caso de La Libertà sarà solo in parte coperto dal ritocco della quota di abbonamento.
Al momento non ci sono alternative praticabili alla consegna a domicilio messa in atto da Poste Italiane. La consegna postale a singhiozzo, però, genera accumuli e ritardi esasperanti. Per questo, per il momento, consigliamo vivamente ai nostri abbonati due attenzioni da tenere:
• segnalarci sempre i disguidi ricorrenti di recapito, così da reclamare con chi di dovere (in caso di mancato recapito, una copia sostitutiva de La Libertà può essere ritirata gratuitamente in redazione);
•quando ciò sia possibile a livello informatico, affiancare all’abbonamento cartaceo quello digitale, che rispetta la puntualità del giovedì mattina, sottoscrivendo il pacchetto “full”.
In concreto, l’abbonato può scegliere se leggere l’edizione del settimanale diocesano sul computer o su smartphone/tablet (scaricando La Libertà App) oppure chiedere l’invio del giornale in formato pdf nella propria casella e-mail.

Attraverseremo anche questo momento: La Libertà ha dalla sua parte gli ormai 65 anni di storia e la forza di lettori affezionati.
Invitiamo a leggere, nella pagina a fianco, le nuove quote d’abbonamento e le modalità di pagamento della nuova gestione (“Pia Unione Dottrina Cristiana – Centro Diocesano Comunicazioni Sociali”).
Quest’anno, come detto, la solerzia nel rinnovo si trasforma in risparmio; viste le necessità di bilancio, poi, reintroduciamo l’abbonamento sostenitore.
La Libertà chiama: aspettiamo, con fiducia, la vostra risposta.
Grazie.

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