Se la parola sport fa rima con slot

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“Lo sport è un’attività umana di grande valore, capace di arricchire la vita delle persone, di cui possono fruire e gioire uomini e donne di ogni nazione, etnia e appartenenza religiosa. Proprio in questi ultimi mesi, abbiamo visto come i Giochi Olimpici e Paralimpici sono stati al centro dell’attenzione del mondo intero. Il motto olimpico altius, citius, fortius è un invito a sviluppare i talenti che Dio ci ha dato. Quando vediamo gli atleti tendere al massimo delle proprie capacità, lo sport ci entusiasma, ci meraviglia, ci fa sentire quasi orgogliosi. C’è una grande bellezza nell’armonia di certi movimenti, come pure nella forza o nel gioco di squadra. Quando è così, lo sport trascende il livello della pura fisicità e ci porta nell’arena dello spirito e addirittura del mistero. E questi momenti sono accompagnati da grande gioia e soddisfazione, che tutti possiamo condividere, pur non avendo gareggiato”. Con queste parole Papa Francesco si è rivolto mercoledì 5 ottobre ai partecipanti all’incontro promosso dal Pontificio Consiglio della cultura su sport e fede.

A quanti erano riuniti in Aula Paolo VI ha anche rivolto un particolare ringraziamento per gli sforzi messi in atto per “sradicare ogni forma di corruzione e di manipolazione. So che è in atto una campagna guidata dalle Nazioni Unite per lottare contro il cancro della corruzione in tutti gli ambiti della società. Quando le persone lottano per creare una società più giusta e trasparente, collaborano con l’opera di Dio. Anche noi, responsabili di diverse comunità religiose, vogliamo offrire il nostro contributo a tale impegno. Per quanto riguarda la Chiesa Cattolica, essa è impegnata nel mondo dello sport per portare la gioia del Vangelo, l’amore inclusivo e incondizionato di Dio per tutti gli esseri umani”.

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Questo mercoledì 5 ottobre e il giorno dopo, giovedì 6, viene diffusa la tremenda e stupefacente notizia che sulle gloriose e mitiche maglie azzurre della nazionale di calcio e delle squadre calcistiche composte di minorenni (!) troneggerà la sigla dell’Intralot, un gigante internazionale nel settore delle scommesse. La sponsorizzazione che lega la società alla Federcalcio presieduta da Tavecchio, durerà fino al 2018. Ancora una volta: pecunia non olet ! Decisione certamente discutibile e improvvida questa della FIGC, a fronte dell’impegno di tante associazioni – genitori, gestori di bar e tabaccherie, volontari –, della scuola, di enti e in primis della Chiesa contro la ludopatia. Chissà che la FIGC non faccia un provvidenziale dietrofront!

Papa Francesco ha poi aggiunto: “Desidero segnalare anche un compito e una sfida per voi, rappresentanti dello sport e delle aziende che sponsorizzano gli eventi sportivi. La sfida è quella di mantenere la genuinità dello sport, di proteggerlo dalle manipolazioni e dallo sfruttamento commerciale. Sarebbe triste, per lo sport e per l’umanità, se la gente non riuscisse più a confidare nella verità dei risultati sportivi, o se il cinismo e il disincanto prendessero il sopravvento sull’entusiasmo e sulla partecipazione gioiosa e disinteressata. Nello sport, come nella vita, è importante lottare per il risultato, ma giocare bene, con lealtà è ancora più importante! Non dimenticatevi, tutti non dobbiamo dimenticare, quella bella parola che si dice del vero sport: sport amateur”.

Il Santo Padre ha poi osservato che le tradizioni religiose cattoliche condividono l’impegno per assicurare il rispetto della dignità di ogni essere umano. Perciò è bello sapere che le istituzioni sportive mondiali hanno preso a cuore così coraggiosamente il valore dell’inclusione. Il movimento paralimpico e altre associazioni sportive a sostegno delle persone con disabilità hanno avuto un ruolo decisivo nell’aiutare il pubblico a riconoscere e ammirare le straordinarie prestazioni di atleti con diverse abilità e capacità. Si tratta di eventi che regalano esperienze in cui risaltano in modo mirabile la grandezza e la purezza del gesto sportivo.

Il pensiero di Papa Francesco è poi andato ai tanti bambini e ragazzi che vivono ai margini della società. “Tutti conosciamo l’entusiasmo dei bambini che giocano con una palla sgonfia o fatta di stracci nei sobborghi di alcune grandi città o nelle vie dei piccoli paesi. Vorrei incoraggiare tutti – istituzioni, società sportive, realtà educative e sociali, comunità religiose – a lavorare insieme affinché questi bambini possano accedere allo sport in condizioni dignitose, specialmente quelli che ne sono esclusi a causa della povertà”

g.a.rossi

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura