Il drammatico appello del Vescovo di Aleppo

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“Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur” (mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata): questa notissima massima di Tito Livio ben si adatta alla situazione di Aleppo in Siria.

Tanto si discute, si fanno incontri bi-trilaterali tra capi di stato, si prospettano ipotesi di accordo, soprattutto a livello di due importanti organizzazioni internazionali: la Unione Europea (UE) e l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), ma nulla si ottiene. La UE – così scandalosamente costosa per il mantenimento e il pagamento di deputati e funzionari – e l’ONU si dimostrano ancora una volta inefficaci, enti parolai, e intanto a decine di migliaia, soprattutto bambini, muoiono sotto i bombardamenti. Quali i risultati ottenuti dall’italiana Federica Mogherini, scelta come Alto Rappresentante per la politica estera e sicurezza comune dell’Unione Europea?

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Mons. Boutros Marayati

Veramente disperato è il messaggio di mons. Boutros Marayati, arcivescovo degli Armeni Cattolici di Aleppo, inviato in questi giorni all’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi. “La situazione ad Aleppo è drammatica, da quattro giorni sono riprese le ostilità e le violenze. La tregua è finita e sono ricominciati i bombardamenti sulla città con una ferocia terribile. Sono tante le vittime fra i civili, sopratutto fra i bambini. Case distrutte e molti feriti, tanta paura fra la gente, abbiamo dovuto chiudere le scuole, la paura è generale perché non si vede l’esito di tante proteste. Manca sempre l’acqua e l’elettricità. Chiediamo la vostra preghiera per l’intercessione della Madonna di S. Luca. In realtà non ci rimane che la fede in Dio, Lui solo può fare un miracolo e ridarci la pace. Questa è la speranza che ci aiuta a vivere. Non dimenticate la nostra Chiesa che soffre”.

Mons. Boutros Marayati, nato ad Aleppo il 26 febbraio 1948, ordinate sacerdote il 4 luglio 1971, è arcivescovo dal 1989.

g.a.rossi

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana