Uomini di preghiera, comunione e missione per l’umanità povera e ferita

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L’omelia del vescovo Massimo Camisasca per l’ordinazione in Cattedrale di otto nuovi diaconi permanenti

Pubblichiamo il testo integrale dell’omelia che il vescovo Massimo Camisasca ha preparato per l’ordinazione diaconale di Francesco Braghiroli, Luca Riccò, Paolo Bellei, Gianluca Braglia, Gino Vivi, Mauro Muzzioli, Vittorio Ruggi e Danilo Castellari, avvenuta nella santa Messa del Giubileo diocesano dei diaconi, in Cattedrale nel pomeriggio di domenica 25 settembre. (clicca per vedere tutte le foto)

Cari figli che state per essere ordinati diaconi,
care famiglie, parenti e amici dei nostri ordinandi,
cari fratelli e sorelle,
ascoltiamo il sì di questi nostri fratelli alla chiamata del Signore. Attraverso di esso risplende questa sera, in modo rinnovato, la promessa che Gesù ha fatto a tutti noi prima di ascendere al cielo: sarò con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo (cfr. Mt 28, 20).

Egli esprime questa sua presenza in molti modi, ma essa è particolarmente evidente nell’elezione che Cristo fa di alcuni uomini ai quali domanda di essere suoi strumenti privilegiati in mezzo al mondo. Se ai presbiteri chiede, come cuore della loro missione, di rinnovare continuamente il mistero della sua passione, morte e resurrezione attraverso la celebrazione del sacrificio eucaristico e attraverso il suo perdono nel sacramento della Penitenza, ai diaconi chiede di essere i collaboratori privilegiati nel ministero del Vescovo. Egli ordinariamente li affianca ai presbiteri nel servizio delle comunità parrocchiali.

Nella mia lettera pastorale ho parlato dei mondi diversi in cui vive la vostra persona: il mondo della famiglia, quello della professione e, infine, quello delle responsabilità specifiche che vi sono affidate nella comunità parrocchiale. In realtà sarebbe molto pericoloso dividere la vostra vita in diversi settori o momenti.
Una è la persona, una è la fede, una è la testimonianza che siete chiamati a rendere a Cristo in ogni occasione della vostra giornata, in ogni rapporto umano che la attraversa. Permanente, come quello con la moglie e con i figli; stabile, come quello con un compagno di lavoro; occasionale, ma non meno importante, come quello con una persona incontrata lungo la strada, che ci chiede aiuto con il suo sguardo o con la sua mano.

Continua a leggere il testo integrale dell’omelia su La Libertà del primo ottobre

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