Tavola periodica, elettroni e… la ricerca della felicità!

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Quando il primo anno di università le persone che conosco mi fermavano chiedendomi cosa avevo poi scelto come facoltà, alla mia risposta “Chimica pura ed applicata” le reazioni erano le più svariate: si andava da un livello di stupore quasi normale, ad un forte sbigottimento fino ad espressioni facciali che penso si possano osservare in chi sta assistendo ad un pasto cannibale. IL MALE.

Se mi fossi detta convintissima di aver visto un UFO avrei ottenuto probabilmente le stesse reazioni, ma a ben pensarci ero io ad essere vista come un alieno.

Questo perché la chimica non lascia un bel ricordo di sé nella stragrande maggioranza delle persone, ore a studiare cose che non si vedono, numeri a caso, cose che reagiscono e si ricombinano…e poi, la tavola periodica! Esiste qualcosa che in un modo più immediato riesce ad evocare nell’immaginario collettivo la confusione, le complicatezze e soprattutto la freddezza della chimica?? Forse, solo la puzza di reagenti organici. Ma le esperienze pratiche in laboratorio non sono così diffuse nelle scuole superiori e quindi la tavola periodica è la prima cosa che ci si figura quando si pensa ai propri retaggi chimici.

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Eppure la tavola periodica a guardarla con un po’ meno timore, presenta diversi aspetti affascinanti.

Innanzitutto il fatto che in essa sono presenti tutti gli elementi presenti in natura (e che questi non sono un miliardo e mezzo ma solo centodiciotto) ci fa apprezzare la bellezza e la varietà di tutto quello che ci circonda che, a conti fatti, è frutto di (in)finite ricombinazioni che queste poche ‘famiglie’ di atomi possono dare tra di loro.

In secondo luogo, nella tavola periodica gli elementi sono ordinati secondo un criterio facile(numero di protoni nel nucleo) che ha reso possibile poi osservare come le proprietà degli atomi variassero in modo “regolare” e quindi periodico.

Ma soprattutto, volendo essere un po’ romantici e/o un po’ trash come Barbara D’Urso, nella tavola periodica possiamo rispecchiare il senso profondo della nostra esistenza in quella degli elementi chimici.

Eh sì, perché alla fine di tutto, all’inizio di tutto noi cosa cerchiamo? Cosa vogliamo dalla vita?

Se la risposta non è Felicità allora possiamo chiudere tutto, control-alt-canc e riavviare il Sistema!

Alla base di tutte le nostre azioni, dei nostri sogni c’è il nostro più profondo desiderio di felicità.

Non una felicità intesa come uno scoppiare di gioia, che pure è bello ma concretamente assai limitato nel tempo, ma come una condizione di consolazione di fondo, una serenità interiore di chi sa di essere veramente chi era destinato ad essere, nel posto in cui è destinato ad esserlo.

Ebbene sì, anche gli atomi hanno la loro ricerca della felicità!

In linguaggio scientifico si chiama “regola dell’ottetto”, una regola empirica (come effettivamente empirica, non sistematica, non dettata da leggi sempre uguali, è la nostra ricerca della felicità) che sostiene che ogni atomo di ogni elemento chimico cerca di avere nel proprio orbitale più esterno (una sorta di guscio) 8 elettroni. Quando si verifica questa situazione di completezza, l’atomo raggiunge una condizione particolare di energia per cui può definirsi finalmente stabile, sereno … felice!

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Non tutti gli elementi “nascono” però con questi agognati 8 elettroni sul livello energetico più esterno; chi ne ha 1, chi ne ha 2, chi ne ha 6,7… come fare quindi per raggiungere la felicità, non riuscendo ad essere completi da soli?

Dove cerchiamo noi la felicità quando capiamo di non bastare a noi stessi?

Come fare per uscire dalla propria solitudine che ci rende così instabili?

La via ce la indicano gli elementi chimici: la condivisione e la capacità di creare relazioni, o più precisamente legami, mettendo nelle mani dell’altro quello che si ha, quello che si è.

Gli atomi che si trovano ad avere meno di  8 elettroni non sono tagliati fuori a priori dal raggiungimento dell’ottetto, ma cedendo o acquistando elettroni (da chi? da altri elementi!), quindi creando un legame, la stabilità non è più un’utopia ma una condizione veramente realizzabile.

Anche noi quindi nelle diverse condizioni in cui nasciamo non siamo esclusi, perdenti in partenza nella ricerca della felicità ma, come ci insegnano gli elementi chimici, attraverso la condivisione di quello che siamo e nelle relazioni con gli altri possiamo veramente trovare quella serenità autentica che può accompagnare le nostre vite.

La prossima volta che pensiamo alla tavola periodica, non limitiamoci ad associarla a pesanti ore di chimica, ma ricordiamoci che dentro c’è una autentica storia di ricerca della felicità!

P.S. Una breve e affascinante storia della tavola periodica qui: https://www.youtube.com/watch?v=fPnwBITSmgU – ATTIVARE I SOTTTOTITOLI IN ITALIANO!

Per commentare la rubrica scrivi a iaiaoleari@laliberta.info

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