La nostra Chiesa stabilmente impegnata nell’accoglienza

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Comunicato del Vicario generale della Diocesi

Da La Libertà del 24 settembre 2016

OLTRE GLI SPOT
La Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla desidera chiarire lo stato dei fatti in merito alla possibilità di utilizzo del Seminario di viale Timavo per accogliere profughi o senza tetto.
Il complesso del Seminario è inagibile e quindi inutilizzabile per tre quarti della sua superficie. Solo un quarto è stato ristrutturato per ospitare, con piena occupazione degli spazi, il Seminario diocesano e l’Istituto Teologico Interdiocesano. Allo stato dei fatti la Diocesi non ha le risorse per un intervento di restauro sulla parte inagibile.
Si ritiene in ogni caso che assembrare molte persone in difficoltà in un solo luogo non faciliti l’accoglienza né dia la possibilità di integrare le persone ospitate.
Questo momento storico è però favorevole per riprendere una riflessione pacata e propositiva sul tema dell’accoglienza in generale e dei profughi nello specifico, nonché per spiegare alcune scelte compiute negli ultimi anni dalla Chiesa reggiano-guastallese.

PROFUGHI E POVERTÀ ORDINARIE
Per quanto concerne i profughi, la Diocesi ha scelto di non partecipare ai bandi prefettizi per l’accoglienza. Si ritiene corretto che per queste operazioni si mobilitino le realtà del terzo settore, perché possono mettere in campo risorse umane e competenze per un’accoglienza che punti realmente all’integrazione sociale e alla dignità della persona. Le risorse economiche pubbliche consentono di sostenere questi percorsi in modo adeguato e con professionalità.
Per tale motivo le strutture disponibili e agibili di proprietà delle parrocchie e della diocesi sono destinate in modo gratuito a quanti non sono in grado di pagare un affitto, non avendo fonti di sostentamento. Queste persone sono accolte gratuitamente per carità cristiana e accompagnate ad affrontare con dignità le difficoltà momentanee aiutandole a risolverle.

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La Diocesi in collaborazione con le parrocchie cerca di favorire l’integrazione dei richiedenti asilo nel territorio, con diverse esperienze positive.
Attraverso la Caritas, ha scelto di accogliere quei profughi che, terminato il percorso prefettizio, non sanno più dove andare. Per queste persone è attivo il Progetto “Rifugiato a casa mia”, che ha coinvolto nell’accoglienza una parrocchia e 4 famiglie rispondendo a tutte le richieste pervenute.
La nostra Chiesa diocesana accoglie 5 famiglie di profughi siriani fatti uscire dal Libano sostenendo totalmente il relativo costo grazie alla generosità delle unità pastorali coinvolte e dei fedeli.
La piena disponibilità a prodigarsi in fasi di arrivi massicci e non programmati, garantendo accoglienze temporanee e immediate di profughi, è da sempre garantita dalla nostra Diocesi alla Prefettura.
Già nel 2011 e nel 2014 la Caritas diocesana ha risposto alla prefettura allestendo strutture d’emergenza per accogliere i profughi.
Il lavoro svolto dalla Diocesi attraverso i suoi uffici cerca di rispondere alle varie forme di povertà che si presentano; si ricordano per esempio il servizio svolto sul territorio dal coordinamento di realtà ecclesiali “Maria di Magdala” – che accoglie e accompagna mamme e donne in difficoltà – e gli appartamenti destinati all’accoglienza di nuclei familiari sfrattati o in cerca di una soluzione temporanea.

SENZA TETTO
Per quanto riguarda i senza tetto, Caritas diocesana e parrocchie sono in prima linea dal 2002 nel progetto di Accoglienza Invernale, con risultati di sicuro impatto. Nell’inverno scorso tutti coloro che si trovavano in situazioni di disagio abitativo e che ne hanno fatto richiesta sono stati accolti. I posti messi a disposizione da famiglie, parrocchie e Caritas sono stati superiori alle richieste.
In questi quindici anni il progetto ha visto il coinvolgimento e la collaborazione crescente di diverse realtà: le Amministrazioni comunali, l’Ausl, il Sert e svariate sigle del terzo settore.
Dal 1° dicembre 2015 al 31 marzo 2016, 19 parrocchie della nostra diocesi hanno continuato a dire sì all’accoglienza (si tratta dell’unità pastorale Madonna della Neve con il dormitorio di Gavasseto e la canonica di Marmirolo e delle parrocchie di San Pellegrino, Rubiera, San Pio X, Salvaterra, Montecchio, Codemondo, Santa Croce, Spirito Santo, Cavriago, Rivalta, Villa Sesso, Maria Ausiliatrice a Correggio, San Maurizio, Santo Stefano, San Paolo, Coviolo, Santa Maria a Guastalla) insieme ad alcune famiglie, in collaborazione con le Case della Carità e con due strutture diocesane (il dormitorio Caritas “Don Luigi Guglielmi” e quello dell’Ex Ifoa).

Alberto Nicelli
Vicario generale

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana