Torna a Guastalla “Piante e animali Perduti”

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Nel centro  di Guastalla (RE) a pochi  chilometri da Mantova, Parma e Reggio Emilia la mostra – mercato di varietà tradizionali di fiori e frutti, sementi e razze di animali rurali. Prodotti eno-gastronomici, biologici, tipici e dimenticati, artigianato, laboratori e attività per bambini. 500 gli espositori.

Tra le novità un focus dedicato agli insetti e al pastoralismo. In mostra anche “Giardini per galline”.

Due giorni per avvicinarsi al mondo rurale e alla cultura del giardino, promuovere la conoscenza della biodiversità, di specie vegetali e animali tradizionali o a rischio estinzione, sensibilizzare al rispetto dell’ambiente e a nuovi stili di vita. È la mostra-mercato “Piante e animali Perduti”, uno degli eventi italiani più attesi dagli appassionati del verde, in programma il 24 e 25 settembre a Guastalla (RE), piccola capitale gonzaghesca sul Po a pochi chilometri da Mantova, Reggio Emilia e Parma. Quest’anno la manifestazione, organizzata, a cura dell’architetto Vitaliano Biondi, dall’ Associazione Guastallese Gemellaggi ed Eventi, con il patrocinio del Comune di Guastalla, della Provincia di Reggio Emilia e della Regione Emilia Romagna festeggia la ventesima edizione affrontando, con percorsi che si intrecciano e incrociano, il tema della cultura rurale che, data per defunta, negli ultimi anni si è trasformata e presentata in forme nuove che spaziano dall’agriturismo alle fattorie didattiche, dell’agricoltura urbana al neoruralismo residenziale. Nella due giorni a Guastalla con quasi 500 espositori, si rinnova lo spettacolo emozionante di forme, colori e profumi inebrianti di fiori e piante che rendono la cittadina un vero Eden. Sotto i portici secenteschi e nelle vie del centro i migliori vivaisti italiani propongono ai tanti appassionati selezioni di camelie, rose antiche e da collezione, ma anche orchidee, piante acquatiche, piante perenni a fioritura autunnale come l’aster, piante aromatiche officinali. E ancora non mancano piante da frutto e frutti antichi dai sapori unici come l’uva fogarina, la prugna zucchella di Lentigione, il melo campanino, le pere passa crassana e il giuggiolo. Inoltre mele e pere di ogni forma, colore e provenienza rendono uniche le mostre pomologiche di centinaia di frutti dimenticati del territorio, presentate da aziende specializzate e da Istituti Agrari. Poi, ci sono anche una mostra micologica (a cura del Gruppo Micologico Naturalistico Franchi di Reggio Emilia) e una mostra di peperoncini piccanti provenienti da tutto il mondo a cura di AISPES.

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Quest’anno arricchiscono la manifestazione alcune novità. Innanzitutto con l’ausilio di Daniele Cavadini, biologo e fotografo naturalista, è presente una sezione dedicata agli insetti la cui protezione è sempre più urgente per il mantenimento della biodiversità e per la sopravvivenza dei vari ecosistemi. In mostra tra l’altro una proposta originale realizzata da Paolo Parlamento Tosco, un agricoltore delle montagne biellesi che ha creato gli hotel per insetti da appendere ai rami del giardino e del frutteto, nell’orto o sul balcone di casa. “Piante e animali perduti” assegna quest’anno un ruolo da protagonista alle tradizioni pastorali con  “Pecus”, una sezione della rassegna, realizzata in collaborazione con il festival del Pastoralismo di Bergamo. Per questo motivo sono in programma, grazie alla collaborazione del professor Michele Corti, docente di zootecnica all’ Universita’ degli Studi di Milano, e autore del volume La civiltà dei bergamini. (Centro studi valle Imagna, Sant’Omobono) incontri, mostre come quella di campanacci a cura del prof. Giovanni Mocchi dell’ Università degli Studi di Pavia e laboratori per la costruzione del bastone da pastore, accompagnati da degustazioni di bitto, formaggio d’Alpe a latte crudo, e di pecorini dell’Appennino. Si parlerà anche del cane da pastore dell’Appennino Emiliano il Lupino del Gigante, una presenza millenaria a fianco del pastore che deve essere protetta.

Dopo il successo del 2015 torna  la suggestiva installazione di Giardini per galline, giardini progettati da alcune tra le più importanti paesaggiste per razze diverse di gallina.

 

Spazio alla biodiversità zootecnica (sabato 24 settembre a Palazzo Ducale) anche con il XIV convegno organizzato da R.A.R.E (Razze autoctone a rischio di estinzione), dove i maggiori esperti italiani si confrontano sul futuro delle razze autoctone italiane alla luce della nuova programmazione europea.

La kermesse guastallese oltre a numerose rarità botaniche, al mercato di semi e ortaggi presenta due altre sezioni: una dedicata all’artigianato di qualità, l’altra agli antichi sapori con specialità agroalimentari italiane, genuine prelibatezze del territorio come il parmigiano-reggiano, l’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia e il lambrusco, e una decina di ristoranti per assaggiare le eccellenze della cucina emiliana del Po. Non mancano l’editoria del settore con novità librarie e riviste sul tema botanico e sull’architettura, laboratori per riscoprire arti antiche (dalla tessitura alle dimostrazioni pratiche di utilizzo della lana e del truciolo, all’intreccio del salice), il mercato del vintage e l’incontro degli amanti del tabarro.

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Diverse attività in programma nella due giorni sono orientate a creare la giusta consapevolezza nei bambini a rispettare la natura e gli animali e a diventare attori positivi nel preservare l’ equilibrio nella terra. Nel giardino di Palazzo Ducale una “fattoria” riunisce galli, galline, capre, pecore, maiali, vacche e asini, oche, alcuni di razze antiche come la pecora cornella e la vacca rossa reggiana, con l’obiettivo di avvicinare grandi e piccoli al grande patrimonio rappresentato dalle razze animali di casa nostra e dai loro fieri allevatori, spesso esposte al rischio di estinzione a causa della bassa resa o di difficoltà particolari nel processo di produzione. Sempre a proposito di animali a Guastalla non ci si dimentica di ippocentauri, manticore, remore, sirene, ircocervi con il WWFF (World Wide Fund for Fantastic Nature) costituito nel 2001 da Giorgio Celli e Vitaliano Biondi per salvaguardare la sopravvivenza degli animali fantastici e mitologici.

Un appuntamento irrinunciabile per i bambini poi è quello con gli asini, autentici protagonisti di Piante e Animali perduti, grazie alla collaborazione con Massimo Montanari dell’asineria didattica “Aria Aperta” che da oltre 15 anni promuove l’utilizzo educativo dell’asino.

Infine per i più piccoli sono in programma laboratori didattici, spettacoli, dimostrazioni dell’antica arte della falconeria e i giochi di un tempo come la corsa con i sacchi e tiro alla fune.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura