Via Ariosto Urban Renaissance nella “Città del futuro”

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L’iniziativa Via Ariosto Urban Renaissance, sperimentazione urbana sulla mobilità dolce realizzata in Via Ariosto a Reggio Emilia dal 18 al 24 giugno scorso, è stata selezionata dal comitato scientifico di Cosmobike Mobility e sarà presentata Giovedì 15 settembre (Sala Vivaldi, sessione plenaria dalle 14.30 alle 16) tra altri casi internazionali all’interno della sezione “La Città del Futuro”.

Cosmobike Mobility è l’unico evento business-to-businnes in Europa interamente dedicato al tema della ciclabilità urbana. Dopo il successo della sua prima edizione, Verona torna a essere luogo di incontro e di confronto di progettisti, tecnici, amministratori, aziende e associazioni su tutto quanto riguarda la progettazione e realizzazione di città a misura di bicicletta. Temi portanti dell’edizione 2016 di CosmoBike Mobility sono “La Città dei Bambini”, “La Città del Futuro” e “Comunicare il cambiamento” con il fine di andare a scoprire, grazie al contributo delle best practices europee, le migliori tattiche e strategie per realizzare città accoglienti per tutti.

Oltre al caso di Via Ariosto Urban Renaissance, che verrà presentato dall’Architetto Paolo Bedogni, vi saranno altri interventi previsti per la sessione pomeridiana “Spazi Condivisi” all’interno del panel “La città del futuro”. In particolare, Diamo strada alle persone, con Matteo Dondé (Direttore Scientifico, Bikenomist, già esperto in materia e consulente del Comune di Reggio Emilia tra i quali BICIPLAN), Pianificare strade vivibili: la strategia di Vitoria-Gasteiz, con Juan Carlos Escudero (Spagna), Spazi condivisi e biciclette: una buona combinazione? con Ruben Loendersloot (De Loendersloot Groep), Condividere per non sprecare con l’architetto Danilo Odetto.

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La sessione si concentra sullo studio di quegli strumenti che possono favorire una “pacifica convivenza urbana” tra veicoli stradali e persone, come si può comprendere leggendo le righe introduttive alla sessione: “Attraverso una nuova pianificazione delle aree urbane con spazi a bassa velocità e privi di regolamentazione possiamo integrare il traffico nelle attività umane invece che isolarlo, incoraggiando comportamenti più responsabili da parte di ogni utente, favorendo una maggiore comunicazione dell’uno con l’altro. È essenziale iniziare a pensare davvero agli spazi condivisi dove sia possibile relazionarsi in modo più umano e armonioso”.

Via Ariosto Urban Renaissance nasce grazie ad un percorso promosso dal comitato Porta Castello, che da anni propone interventi tesi al miglioramento della qualità urbana del quartiere, dall’ATI dei Commercianti, che ha coinvolto più di quaranta esercenti che hanno aderito all’iniziativa, e dallo Studio Paolo Bedogni, che ha seguito la progettazione e realizzazione dell’arredo urbano e l’organizzazione dei vari eventi che si sono susseguiti.

Una iniziativa a costo zero, fondata sul contributo di tutta la cittadinanza.

La forza di questo “progetto di strada” sta nella partecipazione attiva dei cittadini alle scelte e nella ricchezza insita nel contributo che ognuno ha potuto dare alla realizzazione di questa esperienza corale e collettiva. Il nostro obiettivo di architetti è stato quello di portare delle idee che potessero migliorare la qualità della strada e favorire la socializzazione. Per convincere la gente a partecipare abbiamo disegnato subito il progetto attraverso una serie di acquerelli che potessero trasmettere immediatamente l’estetica e la funzionalità della strada riprogettata. Con energia contagiosa, abbiamo fatto rete. E non solo sui social network! ” afferma Paolo Bedogni progettista e prosegue “Attraverso il ridisegno della strada abbiamo cercato di dare risposta a tutte le criticità che avevamo rilevato: ad esempio, le auto vanno agli ottanta all’ora quando il limite è dei trenta, i pedoni e i ciclisti sono in pericolo, quasi tutti i negozi non possono avere distese esterne, l’asfalto caratterizza la maggioranza degli spazi che sono pubblici, da alcuni anni poi vi sono certi negozi sfitti

Sono più di mille i cittadini che hanno impugnato una penna e hanno firmato per richiedere che Via Ariosto Urban Renaissance non rimanga una iniziativa estemporanea ma diventi un esempio su cui sviluppare un progetto futuro per migliorare la vivibilità dello spazio urbano incentivando la mobilità dolce. Un segnale di partecipazione significativo che lascia intravedere altri passi di questo percorso di rigenerazione urbana incominciato ufficialmente sabato 18 giugno e portato avanti per sette intensi giorni di attività fino al convegno di chiusura di venerdì 24 giugno. Ciò che questi cittadini desiderano è che Via Ariosto Urban Renaissance porti ad un intervento di natura stabile, permanente, duratura ed eventualmente replicabile in altre vie e quartieri della città.

Per proseguire in maniera costruttiva non bastano singoli, buoni, ma disorganici progetti: serve un modello comunitario, un’idea di città.

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