Intervista a Gioia Marchegiani

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In occasione del Picnic! Festival 2016 ho avuto il piacere di incontrare e vedere all’opera l’illustratrice e autrice Gioia Marchegiani che, con estrema disponibilità, ha donato un pezzettino di sé a mia figlia Emma realizzando per lei un bellissimo disegno con gli acquerelli.

Tra i diversi illustratori presenti all’evento ho scelto volutamente Gioia poiché mi aveva colpito moltissimo il suo testo “Iole, la balena mangiaparole” di cui ho parlato non molto tempo fa: sia la storia che le illustrazioni mi hanno affascinato ed è come se veramente fossi riuscita ad entrare in contatto con Iole, percependo i suoi stati d’animo e le sue emozioni.

Ho chiesto, quindi, a Gioia di poterla intervistare per avere la possibilità di conoscerla meglio, scoprendo così la sua individualità e alcuni “segreti” legati al suo lavoro.

Ecco l’intervista…

Chi è Gioia Marchegiani? A te le presentazioni…

Sono illustratrice, pittrice e mamma di due splendide fanciulle. Vivo e lavoro a Roma dove ho studiato illustrazione all’Istituto Europeo di Design. Ho vissuto dieci anni a Berna in Svizzera, è stato un periodo molto importante per la mia formazione personale e professionale.

Hai sempre amato disegnare fin da bambina o si tratta di una forma espressiva ed artistica che hai iniziato a coltivare crescendo?

Disegnare è stata una delle mie attività preferite fin da bambina. Un nonno pittore e poeta “da strapazzo” e un fratello abilissimo con le matite, hanno sicuramente influito sulla mia prima produzione artistica. Col tempo la predisposizione si è trasformata in passione e si è chiarito in me il desiderio di dare sempre più spazio a questa attività fino a farne la mia professione.

Come nascono le tue storie e illustrazioni? In modo particolare, cosa ha ispirato la nascita di “Iole, la balena mangiaparole”?

Storie e illustrazioni nascono in modi e luoghi e situazioni diversi. È questo un momento che amo particolarmente. L’ispirazione che da vita ad una storia o ad un’illustrazione è un regalo sperato e atteso. Un viaggio come una passeggiata possono essere l’occasione giusta. Ma anche l’incontro con i bambini o la lettura di un libro. La visita ad un museo o una mattina di giardinaggio.

Poi ci sono le affinità, quelle con i luoghi dell’infanzia, la natura, gli animali. Iole è nata così dall’amore per il mare, presente da sempre nella mia vita. La curiosità e la paura per le sue profondità e le creature che lo abitano mi ha spinto a cercare un modo per avvicinare i piccoli a quel mondo. Così è arrivata un giorno questa grande balena rossa che mi ha sussurrato la sua storia.

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Tra i diversi strumenti grafici, gli acquerelli sono quelli che prediligi? Se sì, perché?

L’acquerello è una tecnica che amo molto e della quale col tempo e la pratica ho scoperto i segreti e le potenzialità. Ideale per riempire i carnet di viaggio come per realizzare illustrazioni suggestive e intense. Come la matita e la penna anche l’acquerello è uno strumento che mi consente di visualizzare velocemente un’idea, di trasportare sulla carta l’essenza di un soggetto, la suggestione di un paesaggio, l’intensità di uno sguardo. Ma l’uso delle tecniche dipende anche dal tipo di progetto a cui sto lavorando. Per me è sempre stato importante poter contare su una completa conoscenza tecnica per poter sperimentare e scegliere all’occorrenza anche a seconda dello stato d’animo.

Cosa rappresenta per te l’illustrazione e cosa vuoi comunicare?

Per me l’illustrazione è soprattutto l’interpretazione personale di un testo. L’immagine che nasce dall’elaborazione del significato o dalla suggestione di un componimento. Deve catturare l’attenzione e stimolare l’osservazione. Mi piace che susciti emozioni. Nel caso degli albi illustrati credo debba fornire al bambino l’occasione per sviluppare, assieme al testo, funzioni cognitive e affettive.

L’illustrazione è inoltre un luogo d’incontro tra l’illustratore e il lettore, sia esso bambino o adulto. La condivisione di uno sguardo e l’inizio di un viaggio personale.

Qual è stata la maggior soddisfazione nell’attività di illustratrice/autrice e qual’e il disegno e la storia a cui ti senti particolarmente legata e perché?

Ci sono stati tanti momenti importanti che mi hanno gratificata e incentivata a continuare e a fare sempre meglio. Penso ai Primi premi ricevuti ad alcuni importanti concorsi di illustrazione per esempio quello per l’albo illustrato Terra tra le mani al concorso Syria Poletti sulle Ali delle Farfalle. Al concorso Ville Venete organizzato in collaborazione con la Scuola Internazionale d’Illustrazione S. Zavřel di Sarmede. A Lucca Junior.  Aver ricevuto l’incarico di illustrare le poesie di Antonia Pozzi, per la bella collana Il suono della conchiglia, edita da Motta Junior. E ancora le pubblicazioni estere in Brasile, Corea e Cina di Iole, la balena mangiaparole.

Ma ciò che più di tutto mi rende felice è vedere la mia balena rossa disegnata dai bambini. Ho ricevuto tante foto e commenti di genitori e insegnanti che davvero rinnovano e nutrono la mia passione per questo lavoro.

Hai in mente qualche nuovo progetto per il prossimo futuro?

Di idee in mente ne ho un’infintà intanto per il prossimo futuro ci sono due progetti con una casa editrice che amo moltissimo ma sono ancora “top-secret” eppoi a me piacciono le sorprese!

Per commentare la rubrica scrivere a  silviabolzoni@laliberta.info 

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