In Italia le competenze per progettare e costruire in sicurezza

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Pubblichiamo il contributo di un giovane ingegnere reggiano, Andrea Rossi, che ha conseguito il Master in Ingegneria Sismica e Sismologia ed è studente di dottorato in Gestione e Comprensione delle Situazioni Estreme presso lo IUSS di Pavia.

I terremoti dell’Aquila, dell’Emilia e quello recente nel Centro Italia sono eventi drammatici che ci ricordano che viviamo in un territorio a forte rischio sismico e come questo rischio dipenda anche da una notevole fragilità del costruito. Oggi non si può unicamente incolpare madre natura delle vittime di tali catastrofi. Non si tratta di fatalità inevitabili.
In Italia ci sono le competenze necessarie per progettare e costruire in modo da rendere più sicure le abitazioni in cui viviamo e lavoriamo. In questo senso i professionisti ed i tecnici si stanno impegnando sempre di più in questa direzione. Dimenticando per un momento colpe, negligenze ed eventuali comportamenti disonesti, cosa si può fare per evitare nuove tragedie? Forse il principale problema della vulnerabilità sismica del nostro territorio è rappresentato dal costruito esistente, costituito anche da edifici storici, pregiati, ma spesso inadatti ad ospitare alcune funzioni pubbliche. Su tali strutture non è sempre possibile intervenire in maniera invasiva garantendo elevati livelli di sicurezza. Recuperare ed adeguare l’intero patrimonio edilizio italiano è impensabile se non a costi esorbitanti o in una prospettiva di lungo periodo.

Continua a leggere l’articolo di Andrea Rossi su La Libertà del 10 settembre 

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