Le premiazioni del 37° Concorso di poesia dialettale ‘La Giareda’

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Nel tardo pomeriggio di  mercoledì 7 settembre, nella Sala Tricolore del Comune di Reggio Emilia, si è svolta la premiazione della trentasettesima edizione del concorso di poesia dialettale “La Giarèda”, promossa dalla Fabbriceria della Ghiara nell’ambito della Sagra della Giarèda. Gli autori partecipanti al concorso – il più longevo nella provincia di Reggio Emilia – sono stati 29; i componimenti presentati invece 42.

La cerimonia è stata introdotta da Natalia Maramotti, assessora alla Sicurezza, Cultura della legalità e Città storica del Comune di Reggio nell’Emilia, la quale ha sottolineato il valore dell’iniziativa e l’importanza della salvaguardia della ricchezza del dialetto.

Nel corso della premiazione il presidente della commissione giudicatrice, Giuseppe Adriano Rossi, ha ricordato il poeta Luigi Ferrari e ha presentato una relazione sull’attività della commissione stessa, formata Giuliano Bagnoli, Antonio Casoli, Lorenzo Ferrari, Giustina Fossa, Aurelia Fresta, Alfredo Gianolio, Lucia Gramoli, Francesco Giuseppe Sassi; segretaria Elisa Barbanti Quindi Giuliano Bagnoli, presidente del Centro studi sul Dialetto reggiano di Albinea ha tracciato i profili di tre poeti dialettali recentemente scomparsi e che hanno partecipato al premio di poesia “La Giarèda”: Luigi Ferrari, Arturo Borciani e Lidia Grisanti Pisi.

Questi vincitori proclamati dal presidente di commissione Rossi:

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Primo premio: trofeo “La Giarèda” assegnato alla poesia ‘Csa diràl Gigi’ di Rosa Dalla Salda. Il titolo della poesia richiama una raccolta di versi del poeta Luigi Ferrari, cui l’autrice ha voluto rendere omaggio esaltandone la grande produzione poetica, la magistrale conoscenza del dialetto, il suo impegno per la valorizzazione del dialetto stesso e l’attività nella commissione del premio “La Giarèda”.

Secondo premio: medaglia d’oro assegnato alla poesia ‘Una cvērta d’amûr’ di Maria Angela Pantani. La tomba di un rigattiere viene “impreziosita” dalla moglie di oggetti raccolti fuori dal cancello del cimitero e scartati dalle persone. Un modo gentile e anche di poco costo – scrive l’autrice – per esprimere un gesto d’amore per lo sposo scomparso e per la professione da lui esercitata in vita. Il componimento in dialetto montanaro è impreziosito dalla rima e dall’attento uso dei vocaboli.

Terzo premio: medaglia d’argento assegnato alla poesia ‘L’arsân d.o.c.’ di Annalisa Bertolotti. Otto quartine in rima per segnalare le qualità del reggiano doc sia per quanto riguarda le abitudini alimentari che la vita lavorativa; una persona vigorosa ma anche capace di intenerirsi se scopre nei campi i “ciocabèch” o se guarda la fotografia della nipotina. Il ritmo e la scelta accurata dei termini contrassegnano la poesia.

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Un ulteriore premio per la miglior poesia di argomento cittadino in ricordo dl poeta Luigi Ferrari è stato assegnato al componimento ‘A’ m’è pèrs ed sinteir al campàn’ di Eolo Biagini. L’autore immagina che il poeta Luigi Ferrari diventi in paradiso maestro di dialetto reggiano, dove si parlano tantissime lingue; la notizia è diffusa dal suono delle campane della città che festosamente, come a Pasqua, annunciano che grazie al nostro poeta il dialetto reggiano è diventato in Cielo la lingua ufficiale. Le quartine legate dalla rima alternata e baciata e il ritmo vivace rendono brillante questa poesia.

Un ulteriore premio è stato messo a disposizione dalla Fabbriceria del Tempio della Ghiara per la più significativa poesia che sottolineasse gli aspetti religiosi della ricorrenza: ad aggiudicarselo è stato il componimento ‘Vērs l’ēlt’ (verso l’alto) di Angiolina Casoni. “L’uomo è proteso verso il cielo – si legge nelle motivazioni – così come ogni seme spuntando dalla terra cerca il sole e il fiore alza la sua corolla verso l’alto. Questa aspirazione è sottolineata dall’autrice che sottolinea come il Creatore volga incessantemente il suo sguardo verso la creatura. Una profonda ispirazione religiosa contraddistingue questo componimento che ben interpreta la festa che annualmente i reggiani dedicano alla loro Regina in Cielo”.

La Commissione ha infine segnalato il componimento di Orio Riccò ‘Ricordando Appio Margini’, che costituisce un affettuoso e simpatico omaggio ad un valido poeta che più volte ha partecipato al concorso di poesia dialettale.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura